Anna Mazzamauro straordinaria: "Non esistono gay o etero, libertà di amare chi ci pare"

Zero ipocrisia, grande senso etico e civile nelle ultime splendite dichiarazioni dell'attrice Anna Mazzamauro

anna mazzamauro

Esistono i Povia, che non perdono occasione di fare brutta figura parlando del mondo LGBT; esistono le Mannoia, che sanno rispondere a dovere, e senza troppi giri di parole; esistono, infine, anche le Anna Mazzamauro, che quando meno te l'aspetti rilasciano dichiarazioni a Repubblica dal grande senso etico e civile, e tutto con estrema naturalezza. Di cosa parliamo esattamente? Delle seguenti parole, che sicuramente vi piaceranno:

“So da sempre di essere un’icona gay, e poi tutti i miei amici sono gay. Anch’io sono una diversa, perché sono brutta [non è vero ndr]. Non sono gay ma mi piacerebbe, vorrei essere brutta, omosessuale, negra, sì scriva proprio così, non nera, e andarlo a gridare alle nuvole, per dare un senso totale alla mia diversità. Per questo ho accettato [di essere un'icona gay ndr], io che a ricevere premi non vado quasi mai, ti chiamano perché sei spiritosa, a rallegrare serate di tristezza folle. Qui invece le mie parole non erano solo aria, sono arrivate al cuore e al cervello di tanti”.

Zero ipocrisia, insomma, per un discorso che continua in modo impeccabile:

"Trovo ghettizzante il doversi definire in contraddizione a qualcos’altro, per me non esistono gay o etero, esiste la creatura con desinenza femminile casuale. Ma se non sei “normale” devi essere per forza ribelle, la diversità non viene quasi mai accettata, altrimenti non saremmo ancora qui a parlarne, no? Da piccola mi ribellavo e picchiavo, non avevo ancora l’arma della parola. Adesso recito e scrivo (l’ultimo spettacolo, Nuda e cruda, è diventato un libro), ma qualche volta picchio ancora".

Dalla Queen of the Comedy del Mix - festival del cinema gay e lesbo in cui la nota attrice è stata premiata - parole condivisibili anche sul matrimonio:

"Da atea il matrimonio lo vedo più come una convenzione religiosa, penso sia inutile. L’importante è che siano riconosciuti gli stessi diritti civili a tutti, e la libertà di amare chi ci pare".

Clap clap clap!

Via | Repubblica.it

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