San Pietroburgo abroga la legge contro la propaganda omosessuale

Secondo il movimento LGBT la legge è stata abrogata per paura delle sanzioni da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

La città di San Pietroburgo è stata tra le prime ad approvare la legge contro la propaganda omosessuale, ben prima che venisse allargata a tutta la Russia, e ora è la prima anche a fare un passo indietro e ad abrogarla. Secondo la versione ufficiale, visto che esiste una norma a livello nazionale avrebbe poco senso mantenere una legge simile a livello locale. Stando alla versione degli attivisti LGBT, invece, la realtà sarebbe diversa, perché il governo di San Pietroburgo temerebbe una reprimenda da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Nonostante l’abrogazione, il deputato russo Vitaly Milonov, assicura che continuerà a lottare contro quella che lui definisce la “perniciosa” propaganda omosessuale. Secondo la legge, i residenti a San Piatroburgo erano soggetti a multe fino a cinquecentomila rubli (oltre quindicimila euro) per “attività pubbliche di promozione dell’omosessualità (sia maschile che femminile), della bisessualità e della transessualità”. Queste sanzioni sono fino a dieci volte superiori a quelle previste quando si discuteva ai tempi dell’approvazione del disegno di legge. Con questa legge, come è noto, il Pride era considerato illegale a San Pietroburgo.

San Pietroburgo

L’approvazione della legge contro la propaganda omosessuale a San Pietroburgo ha portato un boicottaggio della città da parte di turisti di tutto il mondo – non solo i turisti gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Secondo l’associazione AllOut

Questa legge mina la grande eredità che ci ha lasciato il passato nella nostra città e ne mina anche il futuro. È illegale, per esempio, ricordare che Tchaikovksy è stato gay.

Via | OcioGay

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