Berlino Pride 2014, in migliaia a sfilare: due cortei e proteste contro l'Uganda

In migliaia hanno sfilato al Pride di Berlino 2014: due cortei e forti proteste contro l'Uganda

berlino pride 2014

A Berlino il Pride 2014 è andato benissimo: sono stati in migliaia gli omosessuali a sfilare assieme a non poche famiglie e ad altrettanti eterosessuali, per momenti che la città difficilmente dimenticherà (per quanto lo stato di Angela Merkel consideri l'omosessualità tutt'altro che il più grande male di questi secoli e quindi disprezzabile e condannabile, come la chiesa cattolica sostiene, purtroppo per lei e per i suoi seguaci, da tempo immemore).

Hai letto del vescovo cattolico che vuole la morte di tutti i gay?

Nessun momento di alta tensione - l'ANSA e le principali agenzie, per lo meno, non ne parlano - e tanto orgoglio, con un pizzico di consapevolezza in più: quest'anno i cortei sono stati due; uno ha avuto come protagonisti coloro che vedono nel Gay Pride semplicemente una festa; l'altro, invece, etero e gay che gli danno una forte connotazione politica (un po' come succede in Italia, dove il Pride è certamente una festa ma è altrettanto importante per far sentire forte e chiara la nostra voce al Vvaticano egoista e allo Sstato incapace).

Ecco cos'è successo durante il Roma Pride 2014!

Ma a Berlino c'è stato spazio anche per le proteste, non legate a vicende politiche tedesche, ovviamente: in molti hanno infatti indossato la divisa dei prigionieri per contestare il trattamento degli omosessuali in Uganda, stato in cui le pene per i gay arrivano fino al carcere e che ha recentemente e scandalosamente consegnato all'ONU un nuovo presidente: l'omofobo Sam Kutesa; non possiamo che indignarci ogni volta che lo scriviamo, anche se adesso è tempo di festeggiare i migliaia di partecipanti al Pride di Berlino!

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: