L’Ultima cena di Leonardo: una donna chiamata Giovanni

Riflessioni in libertà sull'Ultima cena di Leonardo e sulla figura di Giovanni che tanto fa impazzire gli studiosi e le studiose di tutto il mondo.

Fu il duca di Milano Ludovico Sforza a commissionare a Leonardo l’Ultima cena, meta oggi di orde di turisti che si recano a visitarla nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano a ridosso di Corso Magenta. L’opera dopo anni di restauri e tanti bei soldini spesi, appare in tutta la sua fragilità e magnificenza. Del resto di quella sua magnifica opera, che fosse una tecnica destinata al degrado se ne accorse anche Leonardo che, terminato il dipinto, notò una crepa nella parte in basso a sinistra.

Di questa opera di Leonardo se ne sono scritte e dette tante e altri artisti ne hanno fatto copie a grandezza naturale; così come resta nel limbo del dubbio la vera o presunta omosessualità dell’artista. C’è chi dice che l’Ultima cena sia un racconto esoterico con l’apostolo Giovanni coi lineamenti dolci, il viso efebo se non femmineo, descritto da Jacopo da Varazze come “giovane vergine” il cui nome “significa che in lui fu la grazia: in lui infatti ci fu la grazia della castità del suo stato virginale”.

Molti studiosi dicono che quella figura così femminea, in realtà era una consuetudine del tempo, nulla di strano e nulla di più; così come Pietro si allunga verso Giovanni non per brandire un “misterioso” coltello ma per chiedere all’apostolo prediletto da Gesù chi fosse il traditore tra loro.

L’Ultima cena di Leonardo: una donna chiamata Giovanni

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Ora, pare che gli studiosi tendano la mano a una versione rimasta finora ai margini, seppur interessante. Sabrina Sforza Galizia, studiosa di Leonardo, autrice libro intitolato Cenacolo di Leonardo in Vaticano. Storia di un Arazzo in seta e oro prende spunto da Il Codice da Vinci di Dan Brown per soffermarsi anch’ella su alcuni particolari del dipinto.

Quello di Dan Brown - spiegava a Panorama Sabrina Sforza Galizia - è un pasticcio che ha suggestionato milioni di persone, ma non offre un cifrario per decrittare il messaggio del Cenacolo. Leonardo dipinge davvero San Giovanni con tratti somatici di una donna e lo fa volutamente, perché nel linguaggio che usa ,San Giovanni è “femmina”. Leonardo utilizza la tradizione pittorica che fa uso della dualità maschio-femmina per simboleggiare una disgiunzione astronomica necessaria per il calcolo dei tempi [...]. Complicato? Forse, ma nulla è semplice negli studi su Leonardo. E poi la terminologia maschio-femmina vige tuttora anche tra i nostri falegnami ed elettricisti e rispecchia un termine tecnico applicato anche all’astronomia.

Dan Brown forse negozia con un certo esoterismo per spiegare qualcosa che molti studiosi di Leonardo sanno, proprio a causa di uno scritto del maestro: San Giovanni è donna se lo stesso Leonardo gira per le vie di Milano prendendo spunti e appunti su figure femminili per il suo apostolo.

Nessun apostolo “travestito” da donna quindi – dice Vittoria Haziel, altra studiosa delle opere leonardesche, che attribuisce a Leonardo persino la Sindone – ma una donna vera e propria.

Sarà proprio così o ancora il mistero sta in quei desideri sessuali, anch’essi poco chiari e forse destinati a restare tali, per cui il da Vinci, così come amava i suoi allievi Melzi e Caprotti, molto più giovani di lui e avvenenti, abbia pensato a una figura femminile per un Giovanni che ricordasse efebicità e freschezza giovanile? Dubbi e ancora dubbi. Tanti e difficili da dipanare! Senza una documentazione certa è difficile raccontare altro e si entra nel campo delle ipotesi più probabili o più incredibili. Di certo Leonardo raffigura visi angelici, dalla identità promiscua, imberbe, fino a scomodare persino Sigmund Freud che legge come una fantasia di sesso orale, quando Leonardo scrive:

Ne la mia prima ricordazione della mia infanzia mi parea che, essendo io in culla, che un nibbio venissi a me e mi aprissi la bocca colla sua coda, e molte volte mi percotessi con tal coda dentro alle labbra.

C’è anche un’altra ipotesi sul Leonardo che raffigura figure maschili prendendo appunti su figure femminili: che egli stesso voglia ricordare quegli “amori” celati e impossibili da dichiarare attraverso le grazie femminili. Chissà! Bisognerebbe scoprire una religiosità di Leonardo che dicono essere poco propensa verso i preti; anzi, di mostrato disprezzo.

Nulla di scandaloso quindi che Giovanni dell’Ultima Cena sia in realtà una donna che, per ovvie ragioni, continua a chiamarsi Giovanni.

Foto | Wikipedia

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