Insulti omofobi al giornalista Tommaso Cerno e la rete si ribella

Una bella reazione da parte dei social network che mette in maggiore evidenza l'assenza dello Stato nella difesa dei diritti umani delle persone LGBT.

Tommaso Cerno

Tommaso Cerno, giornalista dell'Espresso, aveva preso posizione contro le affermazioni omofobe che in questi giorni stanno ruotando intorno alla questione di incrementare il turismo gay per risollevare le sorti di Lignano Sabbiadoro. Le polemiche sono state tante, come ben sapete. Cerno è stato preso di mira da alcuni omofobi che, su Twitter, gli hanno inviato un messaggio con un'immagine – una tavola imbandita contornata da cappi – e la scritta: “Finocchio di merda, stasera sei invitato a cena... porta anche i tuoi amichetti, mi raccomando".

Tommaso Cerno non si è lasciato intimidire e ha ritwittato l'insulto, dando il via così a una vera e propria catena di solidarietà bipartisan. Il giornalista ha le idee ben chiare in merito e a chi gli chiede come mai abbia deciso di rendere visibile questa incresciosa situazione, risponde:

Perché un attacco schifoso come questo, se colpisce una persona come me, ottiene questa risposta, riesce a scatenare quest'incredibile, meravigliosa reazione di solidarietà. Ma quanti insulti così gravi colpiscono ragazzi gay ogni giorno, e loro non possono o non hanno il coraggio di denunciarli? Per tutte queste persone violenze del genere sono un tormento quotidiano, una ferita profonda che non si può rimarginare.

E poi illustra meglio il suo pensiero:

Per questo servirebbe una legge contro l'omofobia efficace. Anch'io vorrei vivere in un'Italia in cui il gay pride non serve più, in cui la difesa dall'omofobia arriva dalle istituzioni, e non fuori. Ma ancora non è così.

Purtroppo nell'Italia del 2014 siamo ancora a questo livello, per colpa anche di un governo che non fa nulla, ma solo proclami roboanti che poi non si concretizzano, e lo strapotere della chiesa cattolica che impone la propria visione a un'intera nazione, senza minimamente curarsi del fatto che questa sua posizione genera immani sofferenze nelle persone.

Via | L'Espresso

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