Ralph Fiennes e l'omofobia in Russia: "Non potevo assumere nessun gay"

Limiti e discriminazioni raccontati dall'attore

La Russia e l'omofobia sono sempre più indissolubilmente legate fra loro. La legge contro la propaganda gay continua ad essere una tremenda realtà. Non si può parlare di omosessualità, c'è il rischio di essere anche picchiati ad gruppi di estrema destra desiderosi di dare "una lezione" agli omosessuali che cercano qualcuno, un incontro. E' un rischio, un pericolo continuo che ha spinto anche alcuni abitanti del posto, quando possibile, a cercare di vivere un'esistenza serena e libera lontano dall'odio e dalla paura. Non è possibile essere se stessi, si è costretti ad indossare una maschera, a fingere di amare le donne o comunque non esprimere la propria natura reale. Un obbligo assurdo, una violenza non solo fisica ma anche psicologica continua, ora dopo ora. E spesso, proprio fino a quando non ci si sconta con un modo così ottusamente limitato, non ci si rende conto di quello che è.

ralph

L'ultima dichiarazione di sbigottimento e shock deriva da Ralph Fiennes che ha fatto un viaggio nel Paese e ha rivelato di essere rimasto sconvolto proprio dal livello di omofobia imperante. Una sorta di vera e propria ossessione. Per tenerla fuori da tutti. Al direttore del Guardian, l'attore ha spiegato che gli era stato detto esplicitamente di non poter assumere alcun regista gay né di poter girare film o pellicole di tematica Lgbt:

"Sapevo che c'era un livello preoccupante di omofobia ma questo ordine scritto l'ho trovato profondamente inquietante. Temo anche di aver riso - come si fa quando si scopre qualcosa di veramente sconvolgente".

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