I film LGBT nella storia del Cinema: Té e simpatia

Dramma teatrale trasposto sul grande schermo da Vincente Minnelli, "Té e Simpatia" è uno dei primi film di Hollywood in cui si parla di omosessualità ed omofobia.

"Tè e Simpatia", un dramma scritto per il teatro da Robert Anderson nel 1953 e poi trasposto sul grande schermo da Vincente Minnelli, affronta il tema allora spinosissimo dell'omosessualità. Protagonista della storia Tom, un giovane studente preso di mira dai compagni per il suo disinteresse per lo sport ed una appassionata predilezione invece per la musica classica e la letteratura. Caratteristiche che lo isolano, lo mettono in cattiva luce agli occhi degli altri studenti che ne deridono scelte e modi.

Solo la moglie di uno dei professori, interpretata da Debora Kerr, cerca di aiutare il giovane, finendo però con l'innamorarsene. Tuttavia Tom dopo essere rifuggito da un rapporto con una prostituta, richiesto come prova della sua virilità, tenta, fortunatamente senza riuscirci, il suicidio.

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A distanza di anni, Tom, abbandonata la scuola e diventato un celebre scrittore, torna a visitare il college. Qui lo attende anche una lettera della donna che gli rivela tutto il suo amore passato. Su acute note di nostalgia finisce il film di Minnelli; tuttavia la versione cinematografica rispetto al dramma teatrale risulta come annacquato. L'omofobia, grande protagonista del testo e che secondo l'autore nasconde in realtà impulsi omosessuali, vive e brucia soprattutto nell'aitante e sportivo Bill, capo-dormitorio che si scaglia più violentemente di tutti gli altri contro Tom, sperando in questo modo di negare a se stesso i propri sentimenti, i propri innominabili desideri. Una storia, a quanto sembra, sempre attualissima.

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