Le promesse non ci bastano: video del Coordinamento Roma Pride con tutte le promesse di Matteo Renzi sui diritti LGBT

Il premier Matteo Renzi ha più volte promesso che avrebbe agito per i diritti umani delle persone LGBT. Ma a oggi sono solo promesse.

In occasione della parata che oggi, sabato 7 giugno colorerà le strade della Capitale, il Coordinamento Roma Pride ha lanciato un video per ricordare al Presidente del Consiglio Matteo Renzi gli impegni presi con la comunità LGBT.

Più e più volte, infatti, Matteo Renzi ha detto che si sarebbe impegnato per i diritti delle persone LGBT e poi, di fatto, non ha concretizzato gli impegni presi. Anzi, al momento di nominare la squadra di governo, ha pensato bene di non nominare nessuno ministro o ministra per le pari opportunità.

A novembre 2012, in occasione del confronto su Sky per le primarie del PD, affermò Matteo Renzi:

Il Paese ha preso in giro omosessuali e eterosessuali e la conclusione è che oggi non c’è niente. Oggi c’è un problema terminologico, matrimonio sì o no, che significa rimandare il problema.

L'accenno ai diritti civili da parte di Matteo Renzi durante la fiducia al senato

A dicembre 2013, nel suo discorso all’assemblea del PD, dopo aver parlato del lavoro e dello ius soli, al terzo punto del suo discorso – dal titolo La strada del cambiamento – Renzi ha affermato:

Io sono fra quelli più prudenti ma il tema del “civil partnership”, le unioni civili lo metteremo nel patto di coalizione, che piaccia a Giovanardi o no: noi siamo il PD e su questo tema non possiamo fare finta di niente.

E ancora. Durante il suo discorso per chiedere la fiducia al Senato, il premier Matteo Renzi ha parlato (anzi: ha accennato) anche ai diritti civili:

Oggi una mia amica mi ha scritto: «Se devi approvare una forma di unioni civili che non sia quella che vogliamo noi, allora non approvarla». No, non è così: sui diritti si fa lo sforzo di ascoltarsi, di trovare un punto di sintesi. Questo è un cambio di metodo profondo. Sui diritti si fa lo sforzo di trovare un compromesso anche quando questo compromesso non ci soddisfa del tutto. Ci ascolteremo reciprocamente, ma la credibilità su questo tema sarà il punto di caduta di un'intesa possibile, che già è stata costruita nel corso di questi giorni. Lo vedremo. Sostenere, però, che l'identità è il contrario dell'integrazione significa fare a pugni con la realtà, significa prendere a botte il niente.

Queste e altre affermazioni simili sono riassunte nel video Adesso fuori i diritti. Le promesse non ci bastano. Renzi ascolterà?

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