Pd, Matteo Renzi, diritti civili e LGBTQI* nel documento "Diritti Democratici"

C'è anche la necessità e la richiesta di riprendere la questione della proposta di legge 245, il testo elaborato da Ivan Scalfarotto

Il sito l'Espresso pone l'attenzione su un documento politico scritto da 9 militanti del PD sparsi sul territorio nazionale e indirizzato al Partito Democratico e che è stata soprannominata Diritti Democratici. Un richiamo pubblico sui diritti civili che la politica non deve più dimenticare e che accomuna tutti coloro che hanno firmato e condiviso queste parole. L'urgenza e la necessità di chiedere un vero e proprio intervento e un'azione concreta:

"Noi riteniamo che il PD debba riportare al centro dell'agenda politica il tema dei diritti civili (...) rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art. 3) danno da più di cinquant’anni al legislatore un’indicazione chiara ed esaustiva di ciò che ci sarebbe da fare in materia di diritti e discriminazioni. Indicazione ad oggi ancora drammaticamente inascoltata"

Matteo Renzi

Da sempre si ascolta sempre, nel corso degli anni e dei vari politici che sono saliti al potere, di priorità. Di necessità sempre più urgenti. E, di fronte a questa filastrocca e cantilena, proprio i diritti base vengono accantonati, messi da parte e rimandati a data da destinarsi.

Ecco perché non è più tollerabile pensare che questi temi siano vittime di benaltrismo e che si conquistino un piccolo posto fra i ritagli di tempo concessici dalla trattazione dei problemi più seri (c’è la crisi, c’è la disoccupazione, le tasse sono alte, ecc. ecc.). E’ utile ricordare che nel panorama europeo, l’Italia si colloca insieme ad altri Stati come fanalino di coda in tema di diritti LGBTQI* (Lesbo Gay, Trans, Bisex, Queer, Intersex e *), non essendo ancora stata in grado di legiferare nemmeno sull’omotransfobia.

La comunità che parla, le persone che sono stanche di continuare ad assistere a questi continui slittamenti, sono persone che si definiscono LGBTQI*. Con asterisco. Lesbo Gay, Trans, Bisex, Queer, Intersex e individui che non si classificano con un orientamento sessuale preciso. Perché non è importante, perché l'evoluzione della società non deve dipendere dai gusti sessuali di chi chiede parità.

L'appello è chiaro e riprende punti fondamentali. Contro le discriminazioni, verso l’uguaglianza. Perché:

le discriminazioni riguardano vari aspetti della quotidianità di molti cittadini italiani: giovani donne costrette a prostituirsi, bambini che vengono trattati come oggetti durante lunghissime cause di divorzio, persone transessuali che non possono condurre un’esistenza normale.

La parità di possibilità tra persone e una politica che finalmente si accorge dei cambiamenti che ci sono stati nel corso degli anni, dei decenni e si mette a confronto con le necessità di riforme che riguardino anche la famiglia:

Riteniamo necessario parlare di famiglie e non di famiglia, perché dobbiamo riconoscere la complessità sociale presente nella società moderna. Tutti i cittadini devono avere il diritto di contrarre un matrimonio civile. Crediamo fortemente che in questo Paese sia necessaria una riforma generale del diritto di famiglia che possa tenere conto dei mutamenti che a partire dagli anni ’70 si sono verificati e che sono diventati particolarmente significativi nel corso degli ultimi decenni.

Il documento si chiude con l'invito, al Pd, a mettere in pratica una vera azione contro le discriminazioni che possono colpire tutti e a favore dell'uguaglianza. Senza rimandare, senza limitarsi solo alle parole e ai commenti di circostanza:

Chiediamo infine che il PD sia un PD coraggioso, che esca dal torpore del “non-ne-parlo”, che inizi ufficialmente sin da subito al suo interno questa discussione affinché sappia cambiare verso all’Italia non solo dal punto di vista politico, economico, strutturale, ma anche sociale, attraverso la proposta di una legge quadro che trasformi i Diritti Democratici qui descritti, in Diritti di tutti gli italiani.

Solo così, le cose possono cambiare. Essere "diverse". E perché siano così, per assurdità, nel nostro Paese devono finalmente essere uguali per tutti.

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