Stefania Giannini: "Contro le discriminazioni ma confronto diretto e costante con i genitori"

Il ministro dell'istruzione risponde in merito alle nuove linee guida

L'Avvenire titola "Giannini: basta gender a scuola" ma il discorso assume un senso differente leggendo le parole di Stefania Giannini in merito alle proposte per fermare e contrastare eventuali discriminazioni tra le aule delle scuole. Si sa che spesso è proprio tra i corridoi degli istituti che i ragazzi (e le ragazze) si sentono più vulnerabili, in un periodo di crescita, maturazione e comprensione totale della propria identità. Un periodo delicato che a volte viene vissuto, nei casi più estremi, in due ruoli ben distinti: quella della vittima (del bullismo) e quello del carnefice (colui che si diverte a far sentire a disagio e soffrire qualcun altro). E' necessario che si intervenga e si cerchi di contrastare quel disagio che, nel peggiore dei casi, ha anche portato qualcuno a tentare di togliersi la vita per porre fine al proprio dolore.

Nell'articolo vengono fatti riferimenti ai due casi che hanno destato più polemiche nelle scorse settimane: al Liceo classico “Giulio Cesare” di Roma dove hanno fatto leggere un passo di un romanzo con una scena di intimità gay e poi un incontro al Liceo ginnasio “Muratori” di Modena, dove è stata organizzata una conferenza insieme a Vladimir Luxuria, con proteste di alcuni genitori che non erano stati informati dell'arrivo dell'ex parlamentare e attuale conduttrice/opinionista. Il Ministero dell'Istruzione ha parlato di alcune regole che dovranno essere fissate in merito alla “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, pensata dall’Unar (Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali) e supportata da numerose associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali).

Stefania Giannini

Ieri, la Gianni ha risposto alla domanda di Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d'Italia, ribadendo sì l'intenzione di combattere ogni forma di discriminazione nelle scuole ma sottolineando il coinvolgimento delle associazioni dei genitori, definito prioritario. In questo modo, una situazione del genere nata per il caso Luxuria o per le polemiche del romanzo letto in aula, non potrebbe più ripetersi.

Ma da qui a "Basta gender a scuola" il passo è ben lungo. E diverso.

Via | Avvenire

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