Rifiutare l'omofobia: due video in preparazione al Pride

È necessario scendere in piazza per reagire e denunciare l'imperante omofobia che c'è in Italia e per diffondere civiltà, accoglienza e democrazia.

All’avvicinarsi del Roma Pride 2014 che darà inizio all’Onda Pride, abbiamo ripescato due video di qualche anno fa (nati da un gruppo su Facebook ormai inattivo), che si rivolgono alla coscienza civile di tutti per cercare di debellare ogni forma di discriminazione e di violenza, particolarmente quella rivolta a gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. La diversità, di questi tempi, da valore è diventata oggetto di persecuzione, di disprezzo, usata da facinorosi individui che mal sopportano una tale convivenza con quello che per loro è normalità.

Il video in apertura di post, come quello che trovate alla fine, è semplice nella tecnica ma profondo e toccante nel messaggio. Rifiutare l'omofobia o il razzismo è oggi un impegno che si è fatto urgente, causa gli episodi di questi giorni, settimane, mesi; si è fatto urgente in un paese che non ricorda più le proprie tragedie passate, delle divisioni che si son fatte sangue e guerre, e che torna ad aspirare agli imperi dai confini casalinghi, al disprezzo verso pelli scure o gialle, a ristabilire il macho gallismo che imbratta le strade di ossa spaccate e di carni ferite ai danni di chi ama persone dello stesso sesso.

Tocca a questa minoranza che siamo riprendere il dialogo con la società civile, con le nostre famiglie, con gli amici e le istituzioni, affermando che l'omosessualità non è tolleranza ma accoglienza, dialogo e che non vi sono ragioni serie per non battersi al nostro fianco per avere gli stessi diritti di cui loro godono.

Stop omofobia

Ci sono ancora padri, madri, fratelli, che davanti a una omosessualità in famiglia, si sentono smarriti, chiedono aiuto a psichiatri, parroci e megeri, convinti che si tratti di malattia o di una pericolosa transizione. Succede ancora oggi. Succede perché coloro che dovrebbero difendere ogni cittadino non ce la fanno, presi come sono, da una politica senza diritti per difendere i loro. Succede perché gli insegnanti a scuola e i genitori a casa, crescono ragazzi facili alla violenza, e continuano a chiedere, persino a pargoletti di pochi anni, se hanno il fidanzato o la fidanzata, e non puniscono abbastanza severamente coloro che deridono un eventuale compagno o compagna omosessuale.

Reagire, denunciare, diffondere civiltà, accoglienza e democrazia. Questo è quanto oggi possiamo fare.

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