ONU, Sergio Lo Giudice protesta contro l'elezione a presidente dell'omofobo Sam Kutesa

Sergio Lo Giudice interviene contro l'elezione per acclamazione di Sam Kutesa a presidente ONU

La possibile acclamazione a presidente ONU di Sam Kutesa, ministro degli esteri ugandese, ha dato subito scandalo: noi ne abbiamo parlato immediatamente, anche se la risposta delle forze politiche è stata molto debole. Fortunatamente, però, qualcuno ha voluto dire la propria, agendo persino con i fatti e senza perdersi in chiacchiere; parliamo di Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico che, in quanto membro della Commissione Diritti Umani, ha predisposto un'interpellanza affinché il governo intervenga per chiedere spiegazioni in assemblea:

"Ho predisposto un'interpellanza al Governo affinché intervenga contro l'imminente elezione di Sam Kutesa, Ministro degli Esteri dell'Uganda, alla presidenza dell'Assemblea generale dell'Onu, prevista per il prossimo 11 giugno. Kutesa ha difeso pubblicamente la legge anti-gay entrata in vigore nel paese africano lo scorso febbraio che prevede il divieto di discussione in pubblico delle tematiche relative all'omosessualità e il carcere a vita per le persone LGBT. La sua elezione rappresenterebbe dunque una chiara offesa ai valori e ai principi fondativi su cui si basa l'azione dell'ONU".

Come non essere d'accordo, a prescindere dal colore politico di Sergio Lo Giudice, con le sue parole: l'ONU è garante dalla pace e degli equilibri internazionali... un omofobo del calibro di Sam Kutesa, che ha rovinato la vita di migliaia e migliaia di omosessuali ugandesi, potrebbe davvero esserne posto a capo? La risposta è ovviamente no.

Un vescovo cattolico ha chiesto il genocidio degli omosessuali!

L'interpellanza di Sergio Lo Giudice


sergio lo giudice gay

Ma Lo Giudice non si ferma:

"Nell'interpellanza, sottoscritta da senatori di diverse forze politiche, chiedo al Governo italiano di esprimere pubblicamente il proprio disappunto per la scelta di Kutesa e per le persecuzioni subite dalla comunità LGBTI ugandese, manifestando presso l'Unione Africana la necessità di selezionare un candidatura alternativa, più coerente con i principi di tutela dei diritti umani che le Nazioni Unite da sempre promuovono e rappresentano nel mondo".

Continueremo a tenervi aggiornati su questa triste vicenda.

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