Il mio Chacha è gay: libro per educare i bambini pakistani alla diversità

Una blogger pakistana che vive in Canada ha realizzato un libro per più piccoli in cui mostra che l'amore non fa distinzioni.

In una società come quella del Pakistan in cui le donne sono emarginate, in cui i rapporti prematrimoniali sono tabù, in cui spesso vengono confuse pedofilia e omosessualità e in cui avvengono episodi assurdi di violenza omofoba, come quello di uccidere giovani gay per evitare la “propagazione del male”, non sappiamo se la diffusione di un libro che si prefigge di insegnare ai più piccoli l’educazione alla tolleranza avrà una buona (o quanto meno tiepida) accoglienza oppure se sarà demonizzato. Il libro a cui ci riferiamo ha per titolo Il mio Chacha è gay e quello che è certo è che rappresenta un importante passo avanti per educare le nuove generazioni pakistane al rispetto della comunità LGBT e all’integrazione. Chacha è un termine tradizionale utilizzato in contesto familiare in Pakistan che indica, in maniera colloquiale, il fratello del padre, cioè lo zio.

Il libro per bambini è scritto da Eiynah NM, autrice pakistana che risiede a Toronto, in Canada, e racconta la storia di Ahmed, bimbo che vive con i suoi genitori, con la sorella piccola e con la nonna a Karachi, in Pakistan. Lo zio favorito di Ahmed, il Chacha per l’appunto, è gay. Al piccolo Ahmed piace stare in compagnia dello zio perché insieme fanno cose divertenti come far volare gli aquiloni, passeggiare sulla spiaggia e mangiare gelati! Spesso ricevono la visita di zio Faheem, il fidanzato di Chacha, che è un pilota di aerei e Ahmed impazzisce nel giocare con il suo cappello e sogna un giorno di diventare anche lui un pilota. Nel libro viene spiegato anche che i musulmani più conservatori insistono perché Chacha si trovi una moglie, ma Ahmed sa che suo zio ama Faheem, così come suo papà ama sua madre.

Il mio Chacha è gay: un libro per educare i bambini pakistani all’accettazione dell’omosessualità

Sogno un Pakistan moderno e dal cammino differente rispetto allo stato estremista che sta diventando.

Così confessa l’autrice, nota anche come blogger che, senza tanti fronzoli, spesso affronta temi sul rapporto tra il sesso e la cultura pakistana.

Mi piacerebbe mostrare al mondo che non tutti i pakistani sono un tutt’uno con il terrorismo e con l’intolleranza, come purtroppo i mezzi di comunicazione inducono a credere. Tra di noi ci sono molte persone buone, gentili e che hanno a cuore la diversità ma, purtroppo, queste voci sono messe a tacere dagli estremisti.

E poi commenta, colma di speranza per il futuro:

Con tutta l’intolleranza religiosa e l’estremismo che c’è nel paese e che ha fatto arretrare le arti e l’educazione, il modo migliore per cambiare le cose, secondo la mia opinione, è cominciare presto a educare i nostri figli alla tolleranza e alla diversità, fin da piccoli.

Eiynah NM è consapevole del fatto che il libro creerà non poche polemiche in Pakistan, in cui l’omosessualità è criminalizzata, ma sogna di poter regalare i libri nelle scuole del paese e per questo sta cercando qualche istituto educativo di mentalità aperta in modo da iniziare l’esperimento. E si augura che il suo libro venga tradotto in altre lingue, soprattutto in quelle parlate da paesi connotati da forte intolleranza.

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