L'importanza di partecipare al Pride

Partecipare al Pride è importante: le grandi città che per loro stessa ragione dovrebbero essere protezione, negli ultimi tempi sono state teatro di violenze verso le persone LGBT. È ora di dire basta.

Mancano davvero briciole di giornate veloci, poi la magia, l'assembramento festoso e inizierà l’Onda Pride in Italia: si partirà da Roma per poi percorrere tutta l’Italia e concludersi il 19 luglio a Reggio Calabria (chi scrive, in ogni caso, avrebbe preferito anche la celebrazione di un pride nazionale, al pari degli altri anni, per far sentire un’unica voce, insieme a tutte le altre).

Le strade delle nostre città si riempiranno di ragazze, ragazzi di ogni orientamento sessuale e identità di genere; di carri strombazzanti festose canzoni accompagnate da umana felicità e brio; di striscioni e di migliaia di vessilli rainbow. È la festa del Pride, è la giornata della riflessione, del divertimento, della solidarietà. In piazza ci saranno tutti e tutte: le organizzazioni LGBT, le associazioni di difesa di ogni diritto umano e civile, la politica, ma soprattutto migliaia di cittadini che urleranno, canteranno, balleranno e diranno, che essere gay, lesbiche, transessuali, bisessuali, queer e giù tutta l'infornata festosa delle diversità sessuali e non, è una ricchezza culturale, delle persone; uguali nella diversità. Ma serve rispetto e soprattutto diritti.

Nel corso degli anni, i Pride nel mondo si sono dilungati anche nei mesi di luglio e agosto, sono stati per molti versi il volano che ha condotto molte comunità LGBT ad avere giustizia dei diritti, a potersi vivere come famiglia, a essere difesi come transessuali e bisessuali. La nostra povera Italia sta ancora alla finestra a guardare un'Europa progressista e progredita, veloce a sentenziare che gli individui sono tutti uguali. Da noi, qualcuno detta i comportamenti legislativi dai dorati palazzi apostolici e dall'altra, i politici obbediscono clericalmente, silenziosamente, al pari di un ordine religioso che, comunque la pensi, deve obbedienza e accondiscendenza.

Ombrello rainbow

Poi ci siamo noi lesbiche, gay, bisex, trans, queer e via dicendo, con la nostra vita, le nostre speranze, le nostre culture, i nostri impagabili desideri. Tra noi e la politica: l'omofobia, le violenze, l'uccisione delle proprie identità. Adolescenti che diventano uomini e donne senza riuscire a viversi una vita libera dai pregiudizi e dagli ignobili attacchi verbali e/o corporali.

Di ragioni per partecipare ai Pride ce ne sono tante altre, perché le grandi città che per loro stessa ragione dovrebbero essere protezione, negli ultimi tempi sono state teatro di violenze verso gay, lesbiche, transessuali. Immaginate cosa succede, senza che se ne occupi la cronaca, nei tantissimi luoghi sperduti dello Stivale, a danno di ragazze o di ragazzi o di transessuali.

Ci sono mille e ancor mille ragioni per andare ai vari Pride che quest’anno tempesteranno la nostra Italia. Ci piacerebbe ci raccontaste la vostra.

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