Ventidue paesi in cui non andare se si è gay

State pensando alle vacanze estive? Evitate questi ventidue paesi, se siete gay: è a rischio la vostra vita.

Si avvicina l’estate e molti di noi pensano alle vacanze. Scegliere la meta essendo gay è un qualcosa che, purtroppo, non è sempre facile, dal momento che bisogna prestare molta attenzione al paese estero in cui ci si reca. Andare in vacanza, infatti, in paesi in cui una forte discriminazione nei confronti delle persone LGBT è tutt’altro che una vacanza rilassante.

La Confederación Española LGBT COLEGAS ha stilato un elenco di ventidue paesi da evitare se si è omosessuali. In Spagna è partita anche una campagna che esorta tutti a boicottare questi paesi omofobi perché, come dice Javier Checa, coordinatore del turismo LGBT di COLEGAS:

Recarsi in un paese in cui per il semplice fatto di amare una persona del proprio sesso si può essere multati, maltrattati o addirittura uccisi è un rischio inutile da correre. Le alternative e le scelte per il turismo LGBT sono sempre maggiori ed è consigliabile andare in un paese in Europa o in America per le nostre vacanze piuttosto che in un uno in cui ci sbatterebbero in carcere.

La campagna è stata inoltrata a oltre mille e duecento agenzie di viaggio in Spagna. E noi vi proponiamo l’elenco su Queerblog, nella certezza di fare un servizio gradito.

Ventidue paesi in cui non andare se si è gay

Su Travelblog trovate tante notizie per l'estate 2014.


  • Afghanistan: le relazioni omosessuali sono punite con la morte per lapidazione.

  • Arabia Saudita: l’omosessualità è punita con il carcere, multe, frustate, internamento in cliniche psichiatriche, amputazione o esecuzione pubblica.

  • Brunei: ha recentemente istituito la lapidazione per i gay.

  • Egitto: negli ultimi mesi si sono intensificati gli arresti nei confronti dei gay.

  • Emirati Arabi Uniti: carcere, multe, deportazione per gli stranieri e anche pena di morte.

  • Gambia: l’omosessualità è punita con quattordici anni di carcere.

  • Ghana: gruppi organizzati danno vita a retate e a vere e proprie cacce in cui violentano o uccidono persone omosessuali.

  • Giordania: arresti per il semplice fatto di riunirsi.

  • India: come è noto ha recentemente introdotto il reato di omosessualità.

  • Iran: la polizia, insieme a gruppi di cittadini, organizza “retate del terrore” per “pulire le strade e le città dagli esseri malvagi e criminali” tra cui sono annoverati gli omosessuali.

  • Mauritania: c’è la lapidazione per i gay.

  • Nigeria: l’omosessualità viene punita con frustate per i single e con prigione – o pena di morte – per gli uomini sposati. Sono vietate anche le relazioni di amicizia con persone omosessuali come anche avere con loro rapporti commerciali.

  • Pakistan: fino a cento frustate e in alcuni casi anche la morte per lapidazione.

  • Russia: qualunque manifestazione pubblica della “diversità sessuale” è punibile in base alla legge che viete la propaganda gay. Inoltre, gruppi neonazisti sono zelanti nell’applicare le norme volute da Putin.

  • Senegal: almeno sei mesi di carcere per chi è riconosciuto colpevole di omosessualità.

  • Siria: il clima di guerra ha favorito l’aumento di ricatti, torture e assassini di omosessuali.

  • Somalia: in alcune zone le relazioni omosessuali sono punite con la morte, in altre con la detenzione.

  • Sudan e Sud Sudan: per i gay previste pene da cento frustate alla lapidazione.

  • Uganda: all’inizio di quest’anno è stata approvata che prevede l’ergastolo per le persone omosessuali.

  • Yemen: l’omosessualità è punita con la flagellazione e anche con la lapidazione.

  • Zimbabwe: le persone LGBT sono perseguitate e il Parlamento sta studiando una legge simile a quella dell’Uganda.

La lista, a dire il vero, potrebbe continuare perché ci sono altri paesi in cui essere lesbica, gay, bisessuale o transessuale è pericoloso, però questi ventidue sono i più pericolosi e sono da evitare nella maniera più tassativa.

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