Chi semina vento, raccoglie tempesta

Secondo un proverbio popolare “chi semina vento, raccoglie tempesta”. Pensando a quanto è successo dopo le dichiarazioni omofobe del Mons. Bagnasco, affermazione non può essere più riappropriata.

Giusto per ricapitolare.

Il successore di Camillo Ruini, oltre a condannare i Di.Co, sostiene pubblicamente che gli omosessuali sono pedofili.

Dopo pochi giorni:

- La Consulta degli Studenti della Provincia di Torino non concede il consolidato finanziamento al festival cinematografico GLBTQ “Da Sodomia ad Hollywood”.
- Un ragazzo decide di suicidarsi. Secondo i compagni era come Jonathan del GF, gay.
- Questo sito viene sommerso da 600 commenti tutti uguali e poco gay-friendly
- Sulla vetrina della libreria milanese gay-friendly “Babele” alcuni teppisti scrivono insulti contro i gay e Imma Battaglia.

Questo, dopo quanto successo ieri a Genova, è stata solo la prima fase di una faida.

Alla luce di gran parte dei fatti sopraccitati, nel quartiere genovese Sampierdarena, sono comparse alcune scritte contro il nuovo presidente della Cei (una, come scriveva Aelred, è comparsa subito dopo la morte di Matteo). Per vedere la gallery, clicca qui.

“Ribadisco che si tratta di messaggi blasfemi e osceni - ha spiegato il questore di Genova, Salvatore Presenti - ma che non ci fanno supporre un aumento della conflittualità. Nei confronti di mons.Bagnasco abbiamo adottato tutte le misure di prevenzione possibili: scorta, controlli costanti ai luoghi da lui frequentati. Al momento non esistono segnali tali da indurci ad aumentare tali misure. Stiamo svolgendo - ha concluso il questore - azione di intelligence per giungere all’identificazione degli autori dei graffiti. La nostra attenzione resta alta, ma non c’è alcun motivo per parlare di tensione”.

Pur essendo politicamente più vicino ai contestatori di Bagnasco che ai vandali che hanno attaccato la Babele di Milano, credo sia giusto condannare (indipendentemente dal destinatario delle scritte) un certo tipo di contestazione.

Invece che imbrattare le città perché non scriviamo alle autorità competenti?! Lanciamo una petizione!

È vero. Bagnasco sapeva benissimo che con certe dichiarazioni avrebbe risvegliato tutti coloro che in questi anni avevano deciso di reprimere la propria omofobia. Il proprio odio nei confronti del prossimo.

Questo però non giustifica il silenzio delle autorità competenti. Più che come credenti dovremmo combattere come cittadini. Cittadini che si indignano davanti ad un Governo tanto preso (così sembra) a condannare l’omertà di certe persone, che sta in silenzio davanti ad atti di vandalismo che l’Unione Europea ha ampiamente condannato in altri Stati.

[sopra “Fight da Faida” di Frankie Hi Nrg]

Fonte: lastampa.it

  • shares
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina: