I calciatori gay? Meglio che stiano chiusi nell'armadio


Il coming out per i calciatori gay? Non è una buona idea, secondo Damiano Tommasi, sindacalista della categoria intervistato dal solito Klaus Davi e stimolato sul tema caldo dell'omosessualità nel mondo del pallone.

A parte la nota positiva - l'unica - di non aver escluso l'esistenza stessa dei gay nel calcio ("Personalmente, non ho mai conosciuto calciatori gay. Poi magari li ho conosciuti senza sapere che sono omosessuali"), Tommasi, che è stato un ottimo centrocampista della Roma e ora è presidente dell'Associazione italiana calciatori, non è riuscito a dribblare l'ovvietà e ha confermato il suo look da frate penitente, con un consiglio da sacrestia.

c'è una convivenza tra colleghi, diversa da ogni altra professione. Esprimere la propria preferenza sessuale è difficile in tutti gli ambiti, ancor di più per un calciatore che condivide con lo spogliatoio, quindi anche la sua intimità, con altri. Nel nostro mondo si potrebbe creare imbarazzo; uno sport dove ci si spoglia, potrebbe diventare una difficoltà in più nella convivenza.

Ma perché, se si condivide lo spogliatoio bisogna per forza fare avance o immaginare scene boccaccesche? Ma la banalità e, mi si permetta, l'ignoranza? Non stento a credere che Tommasi non conosca nessun gay, perché queste affermazioni denotano una conoscenza nulla del mondo e della realtà. Il problema è che arrivano da un uomo di 37 anni nato negli anni Settanta del Novecento. Per vedere le cose cambiare dovremo aspettare i nati negli anni Novanta?

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina: