My Queer war: la vita di James Lord

James Lord

La prima metà del novecento fu un’epoca straordinaria, anche se macchiata orribilmente da guerre devastanti che lasciarono l’Europa in macerie ed il mondo attonito. Straordinaria lo fu dunque soprattutto dal punto di vista intellettuale, per quel fermento culturale che abbracciò ariosamente tutte le arti. James Lord (1922-2009), amico di Picasso e Giacometti, fu finissimo testimone di quell’epoca d’oro. I suoi libri ci raccontano con elegantissima verve l’arte e il pettegolezzo, il glamour e le faide artistiche. Nato e cresciuto in una famiglia dell’alta borghesia americana, studiò senza profitto nelle scuole più esclusive, ma fu solo nell’esercito che si realizzò appieno, comprendendo che quel suo desiderio così assoluto per gli uomini era molto più comune di quanto pensasse (my Queer war racconta proprio di quegli anni).

Finita la guerra, Parigi e la Francia diventarono la sua seconda casa. La vita era improvvisamente facile, scorrevole, liscia come un guanto di seta. Così mentre viaggiava od accompagnava Picasso da un mercante d’arte, il suo taccuino si infittiva sempre di più di nomi ed aneddoti, prezioso canovaccio per le opere che sarebbero venute, dandogli quella fama che aveva inutilmente inseguito come scrittore di romanzi. Dopo molte avventure e passioni bruciate in poche ore, arrivò anche l’Amore con la A maiuscola. Nel 1975 incontrò infatti il ventottenne Gilles Roy che lo spronò a scrivere, ad ultimare le sue varie biografie (non ultima quella su Picasso e la sua celebre amante, la bellissima e dolente Dora Maar). Un rapporto lungo ed intenso che durò fino alla morte di Lord avvenuta nel 2009.

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