Quell'immoralista di André Gide

Andrè Gide

Oggi del tutto casualmente ho scoperto che l’altro giorno (il 22 di novembre per la precisione) cadeva l’anniversario di un grande della letteratura francese: André Gide. Un nome che immediatamente apre cerchi, sommuove i ricordi ed infine, dopo un istante di inevitabile disorientamento, invita alla riflessione, Quella vera. Più raccolta. Premio Nobel per la letteratura (nonostante la Chiesa avesse messo all’indice le sue opere), Gide scrisse saggi a difesa dell’omosessualità (Corydon) ma contro il colonialismo, diede vita a romanzi indimenticabili come l’Immoralista, ma trovò anche il tempo di fuggire (nota di colore che allora avvampò le guance dei lettori del Figaro) con il giovane amante in Africa, mentre la moglie furente ed illibata bruciava, per vendetta, tutte le sue lettere. Una vita vissuta secondo più registri e fasi, ma che fece proprio il diritto fondamentale ed inalienabile di essere sempre e comunque se stessi, in nome di una libertà sdoganata da qualsiasi vincolo puritano che miri - con o senza dolo - ad incatenare l'essere umano.

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