Arcigay aderisce alla campagna "1 ora d'amore" per l'educazione sentimentale nelle scuole

1 ora d'amore è la nuova petizione che tramite Change.org chiede l'istituzione dell'educazione sentimentale nelle scuole

L'istituzione dell'educazione sentimentale nelle scuole è stato un argomento molto discusso negli ultimi tempi, visto che tira in ballo non soltanto la Convenzione di Instanbul, ma anche i problemi socio-culturali che affliggono il nostro popolo e che non riguardano, purtroppo (o per fortuna), soltanto l'omofobia e la discriminazione basata sulla differenza di orientamento sessuale. Ad essere d'accordo è anche la ministra dell'istruzione Stefania Giannino, che ritiene i tempi maturi:

"Nel nostro ordinamento scolastico serve l’educazione all’alterità, alle differenze e contro l’omofobia. Ci sono molti buoni esempi sparsi per l’Italia. Ora è il momento che non rimangano casi isolati ma che nasca un insegnamento organico e sistematizzato in tutto il sistema scolastico. Le risorse economiche per attivare questo genere di educazione ci sono".

Peccato che queste dichiarazioni cozzino, e non poco, con il comportamento del ministero stesso, visto che gli opuscoli dell'Unar sono stati bloccati non certo per volontà sovrannaturali. Non vogliamo fare polemica, però, e preferiamo credere che questa tanto chiacchierata e auspicata educazione sentimentale arrivi nelle scuole, per istruire ragazzini e adolescenti al confronto con le diversità e non alla loro repressione.

La petizione su Change.org


1orad'amore

La petizione su Change.org ha raggiunto quasi l'obiettivo delle 25mila sottoscrizioni e tra queste spicca pure quella di Arcigay, che si è espressa così, nella persona di Flavio Romani:

"Da oltre dieci anni la nostra associazione mette in campo nelle scuole un'azione metodica e ostinata di educazione alla diversità e di formazione del personale docente e non docente sui temi della discriminazione, del bullismo e dell'educazione sessuale. Un'ora d'amore, cioè l'istituzione di un'ora di educazione sentimentale nelle scuole, non rappresenterebbe perciò soltanto il doveroso adempimento di una delle azioni previste dalla Convenzione di Istanbul, ma anche la messa a regime di uno sforzo che da molto tempo la rete delle associazioni produce, nella convinzione che sia nelle scuole il punto nevralgico in cui si riproduce una cultura degli stereotipi, quella che genera pregiudizi, perciò discriminazioni e atti d'odio. Dotare gli studenti e le studentesse degli strumenti per vivere serenamente e a pieno la propria primavera affettiva, fornire loro i luoghi e le occasioni per una discussione trasparente e sana sui propri sentimenti e sui propri desideri, non vuol dire solo scommettere concretamente sul futuro di quelle generazioni, ma anche sabotare quella cultura della doppia morale e dei retroscena in cui i minori diventano spesso vittime della furbizia degli adulti".

Reazione di vescovi, preti e uomini di chiesa tra 1, 2, 3...

Via | Change.org | Celestecostantino.it

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