Torino: studenti omofobi non sostengono il festival cinematografico GLBTQ

Facile sostenere che la Chiesa e tutti i politici, organi di stampa e quant’altro di politicamente annesso non stiano influenzando l’Italia. Tanto facile quanto impossibile, leggendo certi fatti, che tutto ciò non sia vero.

Della gogna mediatica contro i transessuali che si prostituiscono si è detto, scritto e supposto tutto lo scindibile umano. Di quanto è successo nei giorni scorsi a Torino molto probabilmente non se ne occuperanno in molti. Eppure bisognerebbe. Ma veniamo a parlare dei fatti.

La Consulta provinciale torinese degli studenti ha negato il proprio contributo (circa 2 mila euro) alla rassegna cinematografica omosessuale diretta da Giovanni Minerba.

Al di là della cifra, che non impedirà certo agli organizzatori di far partire come da programma il festival il prossimo 19 aprile, fa specie pensare che ancora nel 2007 (che per chi se lo fosse dimenticato è l’anno per le pari opportunità per tutti) le nuove generazioni di persone sessualmente non eterosessuali debbano essere vittime di una censura attuata dai propri coetanei, omofobi per comodità… della società, delle istituzioni e di tutte quelle persone che preferiscono uniformarsi ad altri piuttosto che valorizzare il proprio IO. Ricorda qualcosa questo concetto?! Ricorda forse quella parola che è troppo comodo non pronunciare?! Ricorda la censura?!

Di seguito, per dovere di cronaca vi riporto la risposta ufficiale di Giovanni Minerba.

Quanto è successo non mi ha fatto arrabbiare, indignare si...! Non ci sto dentro a pensarci. Dopo il TorinoPride 2006 è difficile digerire tutto questo. E’ chiaro che quello che è successo alla riunione della Consulta Provinciale degli studenti è riconducibile alla disonestà intellettuale, oltre che religiosa, di chi si permette di dire che i DICO sono pericolosi perché possono portare all’aumento della pedofilia e dell’incesto. Nel 2007 siamo ancora costretti a ragionare su questo. Tutto ciò è scandaloso, così come è scandaloso che le risposte siano sempre “tiepide”. Forse da tutte le parti mancano “le ragioni del cuore”. (questo... “le ragioni del cuore”, è il titolo della mia presentazione del Festival sul catalogo). Certo, chi non ha o censura queste ragioni fa in fretta a giocare sulla pelle degli altri. Questa è la conferma di quanto vado a dire da anni, la “schizzofrenica” realtà italiana che continua a darci prova che la luce dell’orizzonte è ancora lontana. Per questo il Festival è necessario e continuerà ad esserlo, per il progredire della quotidianità, proponendo la testimonianza di chi nel mondo, con i loro film, con una precisa scelta di vita ci da esempio concreto di un importante contributo culturale e cinematografico.
Il premio poi, come sempre ce lo darà il pubblico. E ai raggianti studenti che cantano vittoria sono io che do un premio: venite al Festival, nostri ospiti, vi renderete conto, se lo volete, quanto serve il lavoro che facciamo; anche per voi!!!

Fonte: cinemagay.it

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