In memoria di Barbara Grier, voce libera della cultura lesbica

Barbara Grier e la sua compana Donna McBride

Nei giorni scorsi è morta in Florida, a 78 anni, Barbara Grier, una delle pioniere del movimento lgbt negli USA, nonché scrittrice ed editrice lesbica. Era malata di tumore.

Lesbica dichiarata fin dall'età di 12 anni, lottatrice instancabile e rivoluzionaria, Barbara Grier negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso è stata critica letteraria e poi curatrice della prima pubblicazione lesbica diffusa a livello nazionale negli Stati Uniti – The Ladder – pubblicata dalle Dughters of Bilitis, prima associazione USA in difesa dei diritti delle lesbiche. La Grier, però, divenne nota soprattutto nel 1973 grazie alla fondazione di una delle case editrice a tematica lesbica di più successo – la Naiad Press – che ha diretto per trent'anni, insieme alla sua compagna, Donna McBride (insieme nella foto: Barbara Grier a sinistra e Donna McBride a destra)

Naiad Press ha pubblicato oltre cinquecento titoli con un ampio ventaglio di offerte: negli anni Ottanta, per esempio, ripubblicò molti classici della lesbian pulp fiction come quelli di Ann Bannon, Gale Wilhelm e Valerie Taylor. Inoltre lanciò diversi romanzi, testi di letteratura erotica, saggi, poesie e testi storici. Tra i libri pubblicati dalla Naiad Press anche il bestseller Dentro il convento. Le monache rompono il silenzio (titolo originale: Lesbian nuns. Breaking Silence - pubblicato in italiano da CDE e anche da Tullio Pironti) che fece molto scalpore e provocò le ire della chiesa cattolica.

Il nome di Barbara Grier è legato all'età d'oro della letteratura gay e lesbica, delle librerie specializzate in temi lgbt come anche in case editrici a tema. Un'epoca in cui la letteratura rivestiva un ruolo centrale nella vita di molte persone omosessuali per le quali questi libri erano una e vera e propria linfa vitale. Non è esagerato affermare che la Grier ha creato l'editoria lesbica negli USA. Come ha sottolineato la sua vedova, Donna McBride, la vita di Barbara è stata segnata dall'amore per la letteratura e dalla convinzione che “grazie alla letteratura potevano sentirsi bene con se stesse e vivessero una vita felice”.

Questa sua passione per la letteratura, secondo quanto affermava la stessa Grier, le veniva da sua madre che, mentre era incinta di lei, leggeva Il pozzo della solitudine di Radclyff Hall.

Il dovere della memoria

In questi ultimi mesi sono morte diverse figure che hanno fatto la storia del movimento omosessuale. L'estate scorsa, dopo una lunga e straordinaria vita, moriva Rose Robertson, fondatrice nel Regno Unito del primo telefono di aiuto per gay, lesbiche e bisessuali e loro genitori. E questo prima che l'omosessualità fosse legalizzata. L'11 ottobre scorso a Washington moriva a 86 anni Frank Kameny, dopo aver speso la vita nell'attivismo gay e il 28 dello stesso mese moriva, a 96 anni, Axel Axgil, storico attivista gay danese, fondatore del primo collettivo lgbt del suo paese (nel 1948) e, con il suo compagno, il primo al mondo a unirsi civilmente (nel 1989).

Senza pionieri come Grier, Robertson, Kameny e Axgil e altri eroi di quegli anni – e anche di questi, come, per esempio, David Kato, ucciso per la sua lotta pro gay – oggi non potremmo godere di quelle libertà che abbiamo. Che forse in Italia sono poche, ma sono sempre molte di più di quelle di qualche anno fa.

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