Ecuador: le cliniche dove i gay vengono stuprati per guarire

ecuador violenza sui gay

Il modo più efficace per "guarire i gay"? In alcune cliniche dell'Ecuador è lo stupro.

Una frase assurda dall'inizio alla fine, in tutti i suoi concetti. Eppure è una triste realtà. Esistono dei centri, nel Paese, nei quali alcuni genitori mandano i propri figli per guarire dall'omosessualità. E uno dei metodi usati è proprio la violenza fisica, anche dal punto di vista sessuale. Il governo ha già chiuso diversi centri (circa 27) ma continuano ad esistere altri luoghi che, sotto la scusa della cura della droga, in realtà usano queste terapie. E una volta ricoverato il proprio figlio, non è semplice liberarlo da queste torture. Lo racconta una testimone Paola Ziritti, di 24 anni. Quando la madre ha capito cosa stava succedendo, è passato un anno prima di rimediare all'errore:

"Sono rimasta chiusa lì dentro per due anni, e ho passato 3 mesi incatenata con manette mentre le guardie mi tiravano addosso acqua e urine. Ma sopratutto perché quel posto è ancora aperto?"

Protesta a gran voce anche Karen Barba, avvocato di Fundación Causana, un’organizzazione Ecuadoriana che difende i diritti delle donne:

"Il Governo Ecuadoriano deve smetterla di far finta di non vedere l’orribile realtà di questi centri di tortura. Con le 207 cliniche ancora in attività nel paese, vuol dire che ci sono migliaia di donne e uomini torturati e stuprati, anche in questo momento. Non si può fare finta di niente. Non ci fermeremo finché queste cliniche non saranno chiuse tutte"

Ma la situazione sembra interna alla società e ad una certa visione del mondo indotta, soprattutto dalla scuola:

"C’è poco da fare. Da un lato il Presidente Correa si dimostra aperto e moderno. Allo stesso tempo il Governo sta facendo di tutto per stabilire uguali diritti per tutti e si sta impegnando a chiudere queste cliniche, visto le 30 di quest’estate. Il problema vero è rappresentato dalla scuola. Secondo loro l’omosessualità è una malattia, e gli insegnanti raccomandano ai genitori di mandare i figli in questi posti per risolvere il problema"

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