La dolce morte di Moana

Sono molto amata ed ammirata dai gay ed io per loro ho sempre avuto un’attrazione particolare. Mi piacciono perché come me sono eccessivi, esagerati, anticonformisti, e devono difendersi dalla mentalità borghese della gente

Sulla morte di Moana Pozzi sono stati versati fiumi d’inchiostro, fin dalla beatificazione mediatica post mortem in quel 18 settembre 1994 ( la data ufficiale della morte a Lione era il 15, ma in Italia la notizia arrivò a funerali già svolti).

L’Italia bigotta e perbenista, e tanto tanto ipocrita, che vedeva i suoi film, andava ai suoi spettacoli, ma che a parole la condannava come simbolo del peccato, si risvegliò con MOANA POZZI nuova icona da adorare .

Le cause della morte fecero discutere e non poco: chi parlò subito di Aids, chi di tumore, chi di qualche strana malattia; qualcuno ipotizzò che tutta era una montatura per coprire la fuga all’estero in qualche atollo della diva che non voleva invecchiare sotto i riflettori, che non voleva più essere personaggio, ma solo godersi la sua privacy.

In questi 12 anni si è detto tutto e il contrario di tutto: si è scoperto che il fratellino tanto amato era in realtà quel figlio che aveva voluto tenere segreto, e che era sposata con Antonio Di Ciesco, con un matrimonio lampo a Las Vegas.

Per tutti Antonio era il fedelissimo assistente di Moana, sempre al suo fianco. Il segreto del loro matrimonio fu svelato dal Messaggero in occasione della morte di Moana

E’ di ieri la notizia che fu proprio lui ad aiutarla a morire per porre fine alle sofferenze che il cancro al fegato, incurabile, le provocava.

Questa ammissione ha riaperto il dibattito sull’eutanasia, e pone Di Ciesco nella posizione di poter essere incriminato per omicidio in quanto sappiamo tutti che l’eutanasia è illegale. Ad Aldo De Luca de Il Messaggero Antonio Di Ciesco ha dato qualche anticipazione del libro che ha scritto su questa vicenda e rispondendo alle domande del giornalista ha spiegato il perché della segretezza della loro storia

Perché era talmente bello stare insieme senza che nessuno lo sapesse, una specie di gioco, un segreto tutto nostro che serviva anche a proteggere la nostra vita privata, la nostra felicità… la mia famiglia però lo sapeva che ci eravamo sposati e Moana l’aveva detto alla mamma,

di quando Moana ha scoperto di essere malata di cancro e del perché proprio ora abbia deciso di raccontare tutto

"Per mettere la parola fine sui misteri della morte di Moana, specie sulla leggenda che non fosse morta ma solo sparita volontariamente. Quando lessi sui giornali che addirittura era stata aperta una inchiesta sulla misteriosa morte, dissi: basta, ora racconto la verità".

Moana è sempre stata un icona gay e lei sapeva di esserlo. Nel libro, ormai cult, La filosofia di Moana scrisse:

Sono molto amata ed ammirata dai gay ed io per loro ho sempre avuto un’attrazione particolare. Mi piacciono perché come me sono eccessivi, esagerati, anticonformisti, e devono difendersi dalla mentalità borghese della gente. Molti hanno una gentilezza e un savoir faire che gli uomini tradizionali non si sognano nemmeno e quando incontrano una donna che gli piace (raramente) possono diventare amanti eccezionali, sensibili e perversi al punto giusto.

Nel 1993 in occasione di un 1 dicembre Moana partecipò gratuitamente ad una serata di muccassassina, che era agli esordi, e chi c’era ne porta un ricordo davvero eccezionale.

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