A Bitonto (Ba) una trans nella Via Crucis


Inaugura oggi a Bitonto (Ba), nella chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, la mostra "CROCEVIA. Passo a passo al cuore della passione contemporanea": è una collettiva di otto giovani artisti (Marcella Adago, Zaelia Bishop, Alessio Bogani, Giuseppe Malerba, Giuseppe Naglieri, Francesco Paolo Ruggiero, Cosimo Terlizzi, Fernanda Veron) patrocinata dal Comune, che rilegge in chiave laica, contemporanea e problematizzante le stazioni della Via Crucis, affrontando questioni attuali come l'eutanasia, la pena di morte e il pregiudizio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali. La mostra si può visitare fino al 14 aprile e si conclude la mattina del 15 con l'intervento performativo "Dieci modi di arrendersi" di Cosimo Terlizzi, che porta l'arte per le strade della cittadina pugliese.

Abbiamo fatto tre domande a Francesco Paolo Ruggiero, che in mostra presenta "Micaela. Una videoinstallazione sul pregiudizio".

CHE CI FA UNA TRANS NELLA VIA CRUCIS?
E' la protagonista di una rilettura "politica" della condanna a morte di Cristo. Ho scelto di collocare una trans nella Via Crucis contemporanea per dare corpo al pregiudizio nei confronti di gay, lesbiche e trans, che viene vissuto molto spesso come una vera e propria condanna alla morte sociale. Micaela è ritratta nel video a passeggio per le strade di Bitonto, descritta nella dimensione quotidiana della sua esistenza: il pubblico della mostra si troverà di fronte a una realtà che conosce e nel suo sguardo il pregiudizio si può ripetere oppure può venir meno.

DICCI QUALCOSA SULLA MOSTRA.
CROCEVIA proprone una visione contemporanea della Via Crucis. Ognuno degli otto artisti ha cercato nel proprio vissuto, nelle proprie esperienze un tema, una figura, una suggestione che ha dato vita a una delle quattordici tappe della salita al Calvario. Ma non è una mostra di arte sacra: il protagonista non è Cristo ma l'umanità contemporanea. Dalla Passione si guarda alle passioni tutte.

CHE RUOLO HA NELLA TUA RICERCA ARTISTICA LA DIMENSIONE "POLITICA" E DI RIVENDICAZIONE DI DIRITTI NEGATI?
Come artista e come cittadino mi trovo ad avere tutti i giorni a che fare con "diritti nagati" dal fuoco incrociato di uno stato che non è laico e di una chiesa invadente. La maggior parte dei miei lavori inoltre affronta temi legati al gender. Nella mostra di Bitonto presento anche "TragiDramma. Un audiodramma sulla musicalità del compianto”, un'opera sulle Pie Donne sul rapporto tra femminiltà, elaborazione del dolore e estetica camp. In mostre passate inoltre ho presentato un video intitolato "Gender" e in questi giorni a Bologna è esposto nella collettiva "Emersione" il video di "Nativity. Una performance sul diventare madre", che ho proposto per le strade di Bologna lo scorso dicembre.

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