Ad Asti si rilegge il mito del Minotauro in uno spettacolo contro l’omofobia

Lodevole iniziativa della Compagnia TeatroDanza Experimenta che, nell’ambito del Festival Asti Danza 2013-14, porta in scena una rilettura del mito del Minotauro.

Il Minotauro è una figura della mitologia greca, metà uomo e metà toro, che vive rinchiuso nel Labirinto di Cnosso, costruito da Dedalo. E proprio il Minotauro – prigioniero senza colpe con le sue vulnerabilità, la sua umanità intrappolata nella “bestia” che la società, costretta nelle proprie consuetudini, isola – è al centro dello spettacolo dal titolo omonimo che debutterà il 28 marzo nell’ambito del Festival Asti Danza 2013-14, grazie alla Compagnia TeatroDanza Experimenta.

Il mito del Minotauro viene riproposto in chiave moderna, rivelando una morale terribilmente attuale: l’emarginazione del “diverso”. E infatti proprio alle vittime dell’omofobia che il coreografo Walter Cinquinella dedica l’ultima sua fatica. Il lavoro – leggiamo nelle note della compagnia – non intende raccontare la leggenda dell’essere mitologico ma vuole rivisitarla attraverso gli occhi del Minotauro (Walter Cinquinella) stesso in quanto essere innocente, vittima del suo stesso fato, con l’unica colpa di nascere da Pasifae (Giulia Lazzarini), capace di sedurre il toro bianco (Sergio Danzi) donato da Poseidone al re di creta, Minosse.
In un’intervista Walter Cinquinella così spiega la scelta di attualizzare il mito del Minotauro:

Personalmente sono affascinato dalla mitologia in generale ed in particolare dalla figura del Minotauro, perché si tratta di un diverso, di un emarginato e quindi volevo rappresentarlo. Raccontarlo semplicemente, portando in scena il mito così com’è però non mi avrebbe permesso di lanciare nessun messaggio, per questo ho deciso di attualizzarlo e riflettendo ho collegato il Minotauro in quanto diverso al concetto di omofobia. Il mito si trasforma così in una sorta di mappa che ci guida attraverso un percorso preciso. Inoltre nella simbologia greca il toro rappresenta il potere, un potere a metà in questo casi ed è un concetto di fondamentale importanza rapportato proprio alla diversità e all’omofobia, che fanno considerare le persone a metà.

Asti rilegge il mito del Minotauro in uno spettacolo contro l’omofobia

Il messaggio che si vuole trasmettere, quindi, è molto forte: il Minotauro come vittima, isolato poiché diverso, prigioniero di un labirinto creato da chi lo vuole cancellare dal proprio mondo.

Lo spettacolo si svolgerà al Piccolo teatro Giraudi di Asti il 28 marzo alle ore 21, il costo del biglietto è di 15 euro ed è consigliata la vision ad un pubblico adulto.


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