Ricordando Rudolf Nureyev nell'anniversario della nascita

Nasceva il 17 marzo 1938 su un treno diretto in Siberia una delle più grandi leggende del balletto: Rudolf Nureyev .

Forse tutto il destino di Rudolf Nureyev, se ci piace credere ai giochi sottili del destino, si riassume in quel treno che, il 17 marzo 1938, correva ruggendo verso la gelida, inospitale Siberia. Un inizio per certi avvisi difficile, dagli esiti incerti, ma che si risolse in un successo senza precedenti. Ballerino idolatrato dagli appassionati di danza classica, ammirato in egual misura da uomini e donne per quel suo fisico scolpito, quel volto dagli zigomi decisi, quella sensualità da felino perennemente pronto allo scatto.

Il suo sodalizio artistico con Margot Fonteyn riempì per anni, dopo la fuga dall' Unione sovietica, le prime pagine dei giornali, le rubriche della cronaca rosa (si vociferava con insistenza di una relazione tumultuosa tra i due) e soprattutto tutti i più grandi teatri del mondo, dal Covent Garden di Londra alla Scala di Milano, dall'Opera di Parigi al Metropolitan di New York. Anni che passarono al galoppo e videro Nureyev imporsi come uno dei maggiori ballerini del novecento, mentre le sue bizze, le sue esplosioni suscitavano scandalo, riprovazione, attonimento.

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Conosciamo poi i dettagli tristi della malattia, del declino, della morte, ma questa volta vogliamo ricordarlo all' apice del successo, della perfezione. Uomo vigoroso, pronto a sfidare con balzi e pirouettes (che rubavano il fiato) le leggi gelide ma inequivocabili della gravità.


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