Nascere gay in una etnia africana

Il corto iBhokwe (La capra) esplora i casi di omosessualità nelle etnie africane a partire da testimonianze reali.

Le possibilità omoerotiche nel mondo delle varie etnie africane attraverso rituali segreti tra uomini, che ci concentrano per lo più intorno al pene, mi hanno sempre affascinato.

Afferma così John Trengove, regista del corto iBhokwe presentato al Festival di Berlino 2014. Il protagonista del corto, che dura in tutto tredici minuti, appartiene all’etnia Xhosa che, come spiega Wikipedia:

Gli Xhosa sono un gruppo etnico di origine Bantu, provenienti dall'Africa centrale e attualmente presenti nella parte sudorientale del Sudafrica, soprattutto nella provincia del Capo Orientale. Sono il gruppo etnico più numeroso in Sudafrica dopo gli Zulu. La lingua xhosa fa parte del gruppo delle lingue bantu.

Nascere gay in una etnia africana

Nel corto vediamo il ragazzo che viene abbandonato dagli anziani in una baracca improvvisata sulle montagne. Il giovane rimane solo con suo fratello minore per aiutarlo a riprendere le forse dopo il procedimento della circoncisione tradizionale. In questo periodo di isolamento, soffre non solo per il dolore fisico, ma anche per quello emotivo, soffrendo incredibilmente mentre porta avanti questa usanza tradizionale come giovane gay.

Chiosa John Trengove:

Ci sono ragazzi condannati all’ostracismo nelle comunità, perché sono figli illegittimi o gay. Spesso li si trascura del tutto e vengono abbandonati completamente per tre settimane, lasso di tempo che si suppone sia necessario per riprendersi dopo l’iniziazione. C’è una sorta di rifiuto o discriminazione che avviene in questi casi.

Via | Ociogay

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