"Ho solo un pensiero", la lettera galeotta di Emily Dickinson a Susan Gilbert

Una lettera scritta nel giugno del 1852 dalla poetessa alla giovane cognata avrebbe toni troppo appassionati ed ambigui per essere una semplice testimonianza d'affetto tra parenti. “Ho solo un pensiero in questo giorno di giugno ed è per te”. Queste le parole d'esordio della Dickinson in quel lontano pomeriggio.

Misteriosa, inaccessibile e china su i suoi taccuini che un giorno le avrebbero dato la fama, Emily Dickinson si staglia così nell'immaginario collettivo dei suoi ammiratori: una visionaria squisita, vestita perennemente di bianco e trafitta dal sacro furore della creazione poetica. Un isolamento volontario che la Dickinson, chiusa nella sua casa di Amherst, spezzava solo scrivendo lunghe lettere, carteggi interi che riempivano la sua vita e sollecitavano la presenza lontana e sfuggente del mondo; carteggi che vennero poi in parte distrutti, dietro richiesta della stessa poetessa, dalla sorella Lavinia.

Tuttavia una lettera che Emily Dickinson scrisse alla cognata Susan Gilbert nel lontano giugno del 1852, è giunta sino a noi, rivelandoci, questo almeno secondo alcuni illustri critici, un amore profondo, appassionato che andava ben oltre il semplice legame d'affetto e di parentela tra due cognate. Del resto non è certo la prima volta che si parla degli amori saffici della celebre poetessa di Amherst; già nei primi anni Cinquanta l'argomento era stato affrontato in un libro, seguito poi da voci piuttosto insistenti sulla sua relazione con Kate Scott Turner.

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La vita della grande poetessa continua, a distanza di tanti anni dalla sua scomparsa, ad intrigare il mondo come un puzzle affascinante, ma di non facile soluzione. Un rompicapo che seduce lettori e critici in egual misura.

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