Alice Austen, pioniere della fotografia femminile

Fotografa di gran talento e donna di grande coraggio, Alice Austen non si tirò mai indietro, affrontando le avversità sempre di petto.

La passione di Alice Austen (1866-1952) per la fotografia nacque quando lo zio, un professore di chimica, portò a casa nel 1876 una macchina fotografica. Un incontro che potremmo definire fatale, un grande amore che scaturì quasi per caso e cambiò per sempre la vita della giovane Alice che oggi viene ricordata come una delle più grandi fotografe della storia. Immagini le sue a tutto tondo che transitano dai ritratti dell' alta e media borghesia newyorkese ai volti incerti, spaventati ed incuriositi degli emigranti che scendevano a sciami dopo settimane e settimane di viaggio dai grandi bastimenti, sperando di agguantare in America non un sogno ma solo una vita migliore.

Volitiva e caparbia, Alice Austen affrontò la vita sempre con forza. Innamoratasi di una maestra giardiniera la portò a vivere nella grande casa di famiglia (ora sotto il controllo della Sovrintendenza dei beni culturali) nonostante l'opposizione dei parenti che non vedevano di buon occhio la relazione della Austen con Gertrude Amelia Tate (1871–1962). Purtroppo il crollo della Borsa nel 1929 lasciò la fotografa con poco e nulla.

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Ultrasessantenne la donna si vide addirittura costretta a vendere gli argenti di famiglia, consegnare la grande casa in cui era cresciuta alla banca e ritirarsi infine in una casa per poveri, dove morì nel 1952. Eventi tragici che la Austen affrontò sempre con estrema dignità ed encomiabile coraggio.

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