Spagna: per un politico i gay vanno curati. Ma poi ritratta tutto.

Josep Antoni Duran i Lleida omofobo?

Josep Antoni Duran i Lleida è un democristiano portavoce del gruppo politico Convergència i Unio (CiU) al Congresso dei Deputati. Insomma, una figura politica importante, candidata alle elezioni generali del 20 novembre 2011 e a capo dell'Unione Democratica della Catalogna.

Ora è sotto una bufera pubblica per alcune frasi che avrebbe dichiarato alla rivista Vanity Fair:

"Se qualcuno vuole andare dallo psicologo per cambiare la propria sessualità, è suo diritto farlo"

Se questa frase fosse stata detta in un programma televisivo, probabilmente sarebbero scattati anche gli applausi del pubblico presente. Ma non in Spagna.

Pare non fosse nemmeno la prima volta che l'uomo inciampasse in un incidente diplomatico come questo. Poco tempo fa aveva, infatti, affermato che la lobby gay stava avendo sempre più potere all'interno della società:

Come se lo stato normale della specie umana fosse l’omosessualità!

Ha difeso i medici che volevano curare gli omosessuali e si è schierato contro gli immigrati, causa di molti problemi nello stato Spagnolo. Ma queste ultime parole sono state viste come la goccia che ha fatto traboccare il vaso e le associazioni gay si sono ribellate, accusandolo di essere omofobo. E lui si è scusato parlando di "incomprensioni" ed equivoci:

"Le mie parole sono state estrapolate dal contesto. L’omosessualità non è una malattia. […] Il fatto che io non pensi che siano state approvate leggi giuste riguardo al matrimonio o all’adozione è un’altra questione. Non sono uno scienziato e non so se si possano o non si possano cambiare le tendenze sessuali di una persona. Quello che so è che l’omosessualità non è una malattia. […] L’omosessuale è una persona esattamente uguale a me e ha la mia stessa dignità."

Fino al prossimo scivolone pubblico?

Via | Giornalettismo

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