Omofobia ieri e oggi: Joel Dorius e i professori dello scandalo

Una caccia alle streghe che portò sul banco degli imputati un gruppo di illustri professori universitari, primo fra tutti: Joel Dorius.

In un'America a tutti costi perbenista ed ancora pervasa dalle idee retrograde ed ossessive del senatore McCarthy, lo scandalo che travolse Joel Dorius ed altri illustri professori universitari riempì nel lontano 1960 le prime pagine dei giornali statunitensi. Una vera e propria caccia alle streghe che portò a perquisire case, violare la vita privata di cittadini onesti, gridare allo scandalo quando nei cassetti dell'uno e dell'altro vennero trovate riviste ritenute allora pornografiche, ma che in realtà celebravano soltanto la bellezza maschile e nulla più. Seguirono sospensioni, processi, dibattiti.

Uno dei colleghi di Doirus, convinto a testimoniare contro gli altri imputati, uscì a pezzi dal processo, tanto da venire poi internato in una casa di cura dove morì poco dopo. Il verdetto di colpevolezza venne cancellato in appello per un vizio nelle indagini: le perquisizioni erano state fatte illegalmente. Joel Dorius tuttavia (la ferita ed il trattamento subito non lo permettevano) non tornò più ad insegnare al celebre Smith College, ma preferì assumere incarichi in altre note università.

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La sua vicenda rimane oggi, ad oltre cinquant'anni dai fatti, un tragico ed intollerabile esempio di omofobia. Un pericolo da cui, a quanto pare, con i venti che soffiano sopra le nostre teste, non siamo ancora fuori.

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