Charlotte Mew e l'amore negato

Charlotte Mew

Il mio primo incontro con la poesia di Charlotte Mew avvenne molti anni fa. Non sapevo allora nulla della sua vita privata. Dei suoi amori infelici per altre donne. Fui semplicemente travolto dai suoi versi. Da ciò che scorreva dolorosamente sotto i miei occhi. La casa silenziosa, questo era il titolo della poesia, sembrava essere stata incisa nel ghiaccio da un ferro rovente. Parole che non potevano essere dimenticate. Chiuso il libro, rimasero infatti vive dentro di me.

Solo a distanza di tempo scopersi poi le tante tragedie della sua vita, gli amori non corrisposti, i mille drammi familiari. Derisa pubblicamente dalla scrittrice May Sinclair che aveva sdegnosamente rifiutato il suo amore, la Mew si trovò a dover fronteggiare prima la morte della madre, poi quella dell’amatissima sorella. Drammi che non seppe e non poté sopportare, così nel novembre del 1928 a Londra ingoiò un potente disinfettante che la portò alla morte in pochissime ore. Al medico che cercava disperatamente di salvarla, la poetessa affidò le sue ultime, stanche parole: Non mi trattenga. Mi lasci andare.

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