Grandi amori: Federico Garcia Lorca e Salvador Dalì

Lorca e Dalì

Sulla poesia straziata e visionaria di Federico Garcia Lorca è stato scritto a fondo, meno forse sulla passione del poeta per l’amico Salvador Dalì. Un amore nato tra le mura della celebre Residencia de estudiantes di Madrid e che raggiunse il proprio apice nella casa dei Dalì a Platja LLane in Catalogna dove Lorca soggiornava a volte nei mesi caldi. Là in un fulgore di luce, dentro il cuore ormai maturo dell’estate, il poeta sentiva crescere a dismisura l’amore per l’amico, l’eccentrico e quasi asessuato Salvador. Un sentimento profondo che sognava di andare oltre ma che trovò soprattutto sfogo nella poesia (ve n'è una particolarmente toccante che lo stesso Dalì amava citare fino allo sfinimento) ed in una serie di lettere scritte mentre il pittore era lontano, ma di cui purtroppo non rimane più nulla se non le risposte che Salvador Dalì stesso gli inviò. Il destino del resto tra i due era segnato. Chiamato a Parigi, Dalì partì frettolosamente, assetato di gloria e denaro. Nella capitale francese travolto dal successo e legatosi definitivamente a Gala, nuova musa del surrealismo e, secondo alcuni, mercante d’arte con gli artigli di ghiaccio, l’artista catalano si dimenticò velocemente di quell’amico del cuore, barbaramente ucciso dai franchisti all’alba del 19 agosto 1936.

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