Usa: i vescovi del Minnesota in campo contro i matrimoni gay


Alle elezioni del 2012, quando si voterà di nuovo per la Casa Bianca, il Minnesota potrebbe essere l'unico stato degli Usa in cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi sul diritto di sposarsi per le coppie formate da persone dello stesso sesso. Se il Parlamento nazionale approverà la modifica della Costituzione che vieta il matrimonio a gay e lesbiche la nuova legge dovrà essere sottoposta a referendum.

I vescovi cattolici dello stato si stanno già mobilitando con largo anticipo e danno indicazioni ai parroci per formare comitati di cittadini a favore dell'emendamento, quindi per il divieto di matrimonio per gay e lesbiche.

Questa misura, secondo gli ultimi sondaggi, non è condivisa dalla maggioranza degli abitanti del Minnesota: secondo una rilevazione recente, il 55% è contrario al divieto, mentre solo il 39% lo sostiene. Proprio per questo, forse, i vescovi hanno deciso di scendere in azione.

A capo della locale comunità cattolica c'è monsignor John Nienstedt, che il 4 ottobre ha scritto una lettera per indirizzare i suoi sacerdoti a fare campagna a favore dell'emendamento. Un passo inusuale per la chiesa cattolica che negli Stati Uniti è meno politicamente attiva di altre confessioni e di solito tende a non ingerirsi nelle vicende dello stato; almeno non in modo così netto e visibile.

Su questo punto, però, il Vaticano e i vescovi locali hanno deciso di impostare un atteggiamento diverso per far sentire il peso della chiesa e delle gerarchie. Un passo rischioso, perché i cattolici americani tendono ad essere più progressisti di altri gruppi religiosi e comunque a non comportarsi in modo monolitico nella cabina elettorale. Se l'operazione avrà successo sarà un ottimo risultato, ma le voci dissonanti non mancano anche all'interno della chiesa.

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