Niente gay pride nazionale 2014 in Italia?

Le associazioni LGBT italiane non si sono messe d'accordo e quest'anno, a quanto sembra, non ci sarà alcun Pride nazionale.

A quanto pare quest’anno non ci sarà alcun gay pride nazionale, ma diverse manifestazioni a livello locale. Ne scrive Il Messaggero in un articolo dal titolo Il Gay Pride nazionale non si farà, quest'anno solo manifestazioni locali con l'Onda Pride a firma di Marco Pasqua.

Nel corso di una riunione tra le varie associazioni LGBT del nostro paese pare che non si sia raggiunto alcun accorto e, soprattutto, che ci sia stato un forte scontro tra Roma e Napoli, visto che entrambe le città volevano la manifestazione. Invece di un unico gay pride nazionale e poi di varie manifestazioni locali, quest’anno ci saranno solo queste ultime. A quanto è dato sapere i pride si terranno quasi tutti sabato 28 giugno, anniversario dei moti di Stonewall. Da questa data sembra che si sfili Roma che preferirebbe organizzare la propria manifestazione il 7 giugno.

L’idea è quella di rendere sempre più forte l’onda pride: un movimento che attraversa tutta l’Italia e che porti la manifestazione simbolo dell’uguaglianza in vari posti della Penisola, non solo in una città. Per il 28 giugno, stando a quanto afferma Flavio Romani, presidente nazionale dell’Arcigay, hanno aderito Sassari, Napoli, Catania, Palermo, Milano e Bologna.

Gay Pride New York 2013

Rita De Santis, già presidente di Agedo oggi in Arcigay, commenta questa decisione:

A me personalmente dispiace. Ritrovarsi prendere un treno e discutere con sconosciuti sulla validità del Pride era bello; così come ritrovarsi con bandiere e slogan da ogni provincia. Ora cosa si farà? Ognuno passeggia per il suo paese e poi si stilerà la graduatoria: “Il mio Pride è più bello del tuo”. Potrei già farla questa graduatoria!

E poi continua:

Cari amici LGBT lo spirito di Milk è andato definitivamente a farsi benedire e il DIVIDI IMPERA come sempre trionfa in questa Italia dove essere uniti è praticamente impossibile.

Mi trovo d’accordo con Rita De Santis. Non so adesso di chi siano le “colpe” di questa decisione abbastanza bislacca, ma devo confessare che, sinceramente, non ho mai capito l’atteggiamento della comunità LGBT di Roma che ha spesso celebrato il proprio gay pride locale prima di quello nazionale e in questo modo ha fatto sì che la stampa generalista parlasse del pride di Roma come se fosse quello nazionale e poi si dimenticasse completamente di quello nazionale.

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