Olympic Hunger Games: un altro forte video di denuncia dell’omofobia russa

Continuano le iniziative che denunciano l’omofobia in Russia, soprattutto durante i Giochi olimpici invernali.

Che le Olimpiadi invernali di Sochi siano più un monumento alla discriminazione che allo sport è un dato assodato. Sempre più sono le proteste che si levano ai quattro angoli del mondo per denunciare una situazione veramente assurda: un evento sportivo che ha, negli intenti, la promozione della fratellanza tra i popoli, in realtà discrimina una serie di persone semplicemente perché amano.

Per questo motivo il Queer Nation New York ha realizzato un video di denuncia montato come se si trattasse di un trailer di un film d’azione (il riferimento è ad Hunger Games): purtroppo quello che viene mostrato non è certo un film, ma la dura realtà che persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali devono affrontare ogni giorno.

Olympic Hunger Games: un altro forte video di denuncia dell’omofobia della Russia

Il video Olympic Hunger Games non si limita, però, a denunciare eventi accaduti in Russia, ma fa anche i nomi di coloro che, seppur in maniera indiretta, vengono additati come complici di tali violenze: vediamo una serie di persone in rappresentanza del Comitato Olimpico Internazionale (per il quale è tutto normale quello che succede in Russia, nonostante Ban Ki-moon li abbia invitati a schierarsi apertamente contro l’omofobia di questi Giochi olimpici) ma anche sponsor dei Giochi olimpici invernali come Coca-Cola, McDonalds, Dow Chemical, Procter & Gamble, General Electric, Panasonic, Samsung, Omega, Visa, Atos. Secondo Queer Nation New York tutti costoro, insieme a un “piccolo” aiuto fornito dai neo-nazisti, danno una mano a Putin nel terrorizzare la comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale. E lo chiamano sport!

Via | Lez Pop

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