Vladimir, il 25enne gay russo che chiede asilo politico in Italia

Le parole del ragazzo preoccupato di tornare nel suo Paese d'origine

Vladimir è il protagonista di questa storia. Ha 25 anni ed è nato in Russia. E porta con sé il peso di essere omosessuale e dover vivere in un Paese che lo condannerebbe ad una vita negata e nascosta agli occhi degli altri. Perché, come purtroppo sappiamo tutti ormai, la legge contro la Propaganda gay è sempre più realtà. Appare semplicemente impossibile riuscire ad avere una vita privata, come gay, in terra russa, col rischi di multe e arresti.

Per questo motivo, il ragazzo, in Italia e con un visto turistico in scadenza, ha chiesto pubblicamente asilo politico nel nostro Paese. Perché tornare in Russia significherebbe essere perseguitato e, nella peggiore delle ipotesi, rischiare la vita.

"In Russia temo per la mia vita perché ho subito tante aggressioni. L'ultima quando sono uscito da una discoteca gay. Mi hanno picchiato, era un gruppo di persone. Vicino al posto dove mi hanno aggredito c'erano tante persone, che lavoravano per i taxi, ma non hanno fatto niente. Il giorno dopo sono andato alla polizia ma non hanno accettato la mia denuncia. Hanno detto che per loro posso anche morire"

Le forze dell'ordine che, in teoria, dovrebbero difendere i diritti dei cittadini e delle persone non ne vedono nella vita di un ragazzo apertamente omosessuale. E ha cambiato quattro posti di lavoro nell'ultimo anno per via delle discriminazioni subite:

"Solo perché hanno scoperto che sono gay. Mi hanno chiesto di scrivere una lettera di dimissioni per evitare scandali. All'Italia chiedo solo la possibilità di rimanere qua per accettare la mia richiesta"

Dopo che ha fatto la richiesta di asilo politico in Italia gli hanno bloccato tutti i conti correnti.

Via | Corriere

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