L'omofobia della Russia e le Olimpiadi di Sochi al centro delle notizie queer della settimana

L'inizio dei Giochi olimpici invernali in Russia, a Sochi, è stata l'occasione in molte parti del mondo per dire no all'omotransfobia.

La settimana che si è appena conclusa è da ricordare, senza dubbio, per l’inizio dei Giochi olimpici invernali di Sochi che, purtroppo, passeranno alla storia come una delle Olimpiadi più contestate per via della legge russa che vieta qualunque “propaganda omosessuale” a minori. Questo vuol dire che sono previste sanzioni per quanti, nel corso delle Olimpiadi, manifesteranno in qualunque modo di essere LGBT o di sostenere la causa per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali: non si potrà indossare nemmeno uno spillino rainbow senza rischiare di finire in carcere. Figurarsi se un atleta gay o lesbica potrà abbracciare la persona che ama nel caso di vittoria! Simbolicamente quel quinto cerchio olimpico che non si è acceso durante la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi è emblematico in questo senso: non ci trovaimo dinanzi a una bella manifestazione sportiva che porta avanti i valori sani e genuini dello sport!

Le contestazioni a queste Olimpiadi sono molte e avvengono in tutto il mondo: molti leader politici non sono stati presenti alla cerimonia inaugurale (mentre il nostro premier Enrico Letta è andato) e persone di ogni ceto sociale hanno dato il proprio contributo per dire no all’omofobia in Russia (basti pensare al bellissimo video realizzato a Stoccolma da duemila persone che hanno cantato l’inno russo sotto lo sventolare delle bandiere arcobaleno). Se da un lato ci sono ditte che sponsorizzano i Giochi olimpici (come la Coca Cola) ce ne sono altre che invece mostrano il proprio disappunto per come sono trattati i diritti umani in Russia: basti pensare al doodle di Google per l’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali con tanto di citazione della Carta Olimpica. Purtroppo le paure di molti si sono avverate e, a Olimpiadi iniziate, sono partiti i primi arresti di manifestanti pro gay.

L'omofobia della Russia e le Olimpiadi di Sochi al centro delle notizie queer della settimana

Per inciso, notiamo che a Sochi non vengono rispettati nemmeno i diritti degli altri esseri viventi, non solo quelli degli esseri umani: non sapendo come risolvere il problema del randagismo dei cani, in vista delle Olimpiadi invernali hanno deciso di sterminare tutti i cani randagi che si aggirano per la città.

Non è stata, comunque, una settimana solo negativa. Continuano a fioccare i coming out in questo 2014 e per la settimana che si è appena conclusa segnaliamo quello del nuotare olimpico Ari-Pekka Liukkonen, quello dei calciatori Conner Mertens e Chandler Whitney che sono anche una coppia e infine quello del cantante Ryan Dolan.

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