La Russia ha fatto della discriminazione un nuovo sport olimpico

Un video di denuncia realizzato da Russia Freedom Fund, Athlete Ally e CoPilot punta i fari sui paesi in cui essere gay è considerato reato.

La Russia ha fatto della discriminazione un nuovo sport olimpico. Questa è la tesi che sostengono il Russia Freedom Fund, l’Athlete Ally e il CoPilot che hanno realizzato un video in cui, attraverso l’uso della metafora sportiva, intendono accendere i fari sulle nazioni che hanno leggi che puniscono l’omosessualità, come se fosse qualcosa da punire.

Nel spot vediamo una coppia formata da due uomini che: prima uno chiede all’altro di sposarlo e poi, mano nella mano, camminano su un campo sportivo. Ma il loro camminare sul campo della vita non sarà lungo, perché una squadra di omofobi li aggredirà brutalmente, tra il pubblico che esulta e inneggia al pestaggio. Alla fine ci sarà la premiazione con le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo per i paesi più omofobi che si sono distinti in questo “sport”. La Russia è in testa, ma non dimentichiamo anche l’Uganda, il Belize, l’Arabia Saudita, l’Iran l’altra ottantina di paesi che considerano un reato essere omosessuali.

La canzone che accompagna il video è Freedom di King Avriel.

La pratica dello sport è un diritto dell'uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play

Afferma la Carta Olimpica che oggi fa bella mostra di sé nel Doodle rainbow di Google. Chissà che dirà Mario Pescante per il quale rivendicare il rispetto dei diritti delle persone omosessuali durante le Olimpiadi è quasi un atto di terrorismo politico.

Via | River

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