Ban Ki-Moon esorta il mondo a sollevarsi contro gli attacchi a gay e lesbiche

Non ha avuto parole accomodanti Ban-Ki Moon, segretario generale dell’ONU, nel sottolineare l’omofobia della Russia.

Al numero 6 della Carta Olimpica redatta dal Comitato Olimpico Internazionale leggiamo:

Il Movimento Olimpico ha come scopo di contribuire alla costruzione di un mondo migliore e più pacifico educando la gioventù per mezzo dello sport, praticato senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play.

È proprio a questo punto che ha fatto riferimento il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-Moon, durante la sessione di oggi del Comitato Olimpico Internazionale, tenutosi alla vigilia dell’apertura dei Giochi Olimpici invernali di Sochi (l’inaugurazione, come si sa, è domani 7 febbraio, anche se alcune gare sono iniziate da oggi). E, partendo da questo assunto di “costruzione di un mondo migliore” ha inviato il mondo – non solo quello sportivo – a sollevarsi “contro gli attacchi a lesbiche e gay”.

L’odio di qualsiasi genere non deve avere posto nel ventunesimo secolo. Le Olimpiadi dimostrano il potere dello sport di riunire gli individui senza distinzione di età, razza, classe, religione, capacità, sesso, orientamento sessuale o identità di genere.

Dal canto suo il presidente del CIO, Thomas Bach, ha sottolineato che Putin ha assicurato che nel corso dei Giochi Olimpici non ci saranno discriminazioni di alcun genere:

Posso assicurarvi che il CIO ha fatto tutto quel che doveva e abbiamo tutte le assicurazioni che la Carta olimpica verrà pienamente applicata in questi Giochi olimpici, inclusi i fondamenti del principio 6, perché questo è quello per cui lo sport si batte.

Già, ammesso che sia vero, peccato che i Giochi Olimpici non durino sempre e le persone LGBT che vivono in Russia continuano a essere discriminate e vittime di inaudite violenze.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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