Olimpiadi di Sochi 2014, duecento scrittori (anche Premi Nobel) contro la legge anti-gay

Anche duecento scrittori famosi dicono "no" alle Olimpiadi di Sochi 2014 e alle leggi anti-gay russe

Le Olimpiadi di Sochi 2014 stanno per iniziare, ma il mondo si sta muovendo: se Barack Obama ha deciso di non parteciparvi e di inviare un rappresentante del mondo LGBT e molti altri hanno deciso persino di boicottare la partecipazione - con un Putin talmente preoccupato da cambiare alcune delle sue squallide prese di posizione -, duecento scrittori hanno deciso di scrivere una lettera con la quale condannano apertamente le leggi anti-gay firmate dal presidente (le chiamiamo "anti-gay" perché questo sono, anche se Putin vuole farle passare per provvedimenti a tutela dei minori).

La lettera è stata pubblicata da The Guardian e non ha raccolto la firma di scrittori qualunque: tra i protagonisti di questa protesta figurano, infatti, i Premi Nobel Günter Grass, Salman Rushdie, Margaret Atwood, Jonathan Franze, Wole Soyinka, Elfriede Jelinek e Orhan Pamuk, tutti uniti per dire "no" a quanto sta accadendo in Russia sotto gli occhi del mondo (con un Enrico Letta volutamente cieco di fronte alla minaccia Putin).

"Queste tre leggi - si legge nella lettera - mettono a rischio la vita degli scrittori; non possiamo restare fermi mentre colleghi, autori e giornalisti sono costretti al silenzio o rischiano la persecuzione e spesso punizioni drastiche per aver espresso il loro pensiero. ]...] Una democrazia che si rispetti deve ascoltare le voci indipendenti di tutti suoi cittadini, [...] la comunità globale ha bisogno di sentire, ed essere arricchita, dalla diversità delle opinioni russe".

L'appello degli scrittori è stato chiaro:

"Che Mosca ritiri queste leggi contro la libertà [...] e si impegni a creare un ambiente in cui tutti [...] possano sperimentare il beneficio del libero scambio di opinione".

Tra i firmatari facciamo notare anche la presenza di Antonio Della Rocca e Lyudmila Ulitskaya, la più grande autrice contemporanea russa. Putin resterà sordo a queste richieste, ne siamo certi (e comunque - ribadiamolo, visto che nella lettera non è evidentissimo - in Russia è pericoloso non solo il mancato rispetto della libertà di espressione, ma anche - e soprattutto - la violenza inaudita perpetrata quotidianamente ai danni di gay e lesbiche).

Via | Gaystarnews

  • shares
  • Mail