La Svezia canta l’inno russo a sostegno dei diritti gay

Oltre duemila persone si sono riunite a Stoccolma per cantare l’inno russo e mostrare la propria solidarietà ai gay.

Più si avvicina la data di inizio dei Giochi olimpici invernali di Sochi, più aumentano le manifestazioni in tutto il mondo per mostrare la solidarietà alle persone lesbiche, gay, bisessuali e trasgender che sono discriminate e perseguitate dalle leggi russe.

Una splendida iniziativa – che fa venire la pelle d’oca! – è quella organizzata in Svezia. In vista dei Giochi olimpici invernali, infatti, nello stadio di Stoccolma si sono date appuntamento oltre duemila persone che hanno cantato l’inno russo. Il coro era composto da persone di diverso genere, nazionalità, età e orientamento sessuale e il motivo per cui tutti si sono riuniti per cantare l’inno russo – che è, in pratica, lo stesso inno dell’Unione Sovietica a cui sono state cambiate le parole ma mantenuta la musica – in difesa dei diritti delle persone omosessuali.

Nell’inno russo – come in tutti gli inni, del resto – si esalta la grandezza della Russia ma si invoca anche l’unione eterna di popoli fraterni. A quanto pare, però, questa unione è ben coesa contro i diritti umani di alcune persone: noi crediamo che il problema sia soprattutto nei leader politici e negli esaltati (come quelli mostrati nel video di Human Rights Watch) e che spesso il popolo sia di ben altre vedute. Naturalmente se viene sempre ribadito il concetto che una cosa è male, alla fine l’opinione pubblica penserà in questo modo.

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