Milano: critica del Giornale per una coppia di gay con deroga per usare l'auto

coppia gay milano

Il Giornale critica il caso di una coppia gay che ha avuto un privilegio. In uno Stato che evidenzia spessissimo casi di cronaca di discriminazione o omofobia, il quotidiano evidenza la storia di Daniele e Giuseppe che, domenica, hanno 'osato' mostrare ai vigili il biglietto della partecipazione alle loro nozze per poter circolare in auto, nonostante il blocco del traffico. Ecco alcuni stralci dell'articolo:

"Ai loro invitati basta sventolare sotto il naso dei vigili la partecipazione con i nomi dei novelli sposi per poter circolare in auto senza problemi. Peccato che i due abbiamo organizzato una semplice festa privata - l'equivalente di un compleanno o di una rimpatriata di classe - e non una vera cerimonia (per cui sarebbe stata prevista la deroga)"

Loro si sono sposati in Canada il 16 agosto e come, purtroppo, tutti sappiamo da noi il loro legame è senza alcun valore legale.

Si sottolinea come gli altri che hanno usato la propria macchina abbiano dovuta pagare 155 euro di multa e di come loro invece siano stati beneficiati da tale multa:

"Si parla di «deroga per cerimonia». Ma cerimonia non era. E con il lascia passare agli invitati di Daniele e Giuseppe si crea un precedente non da poco. In futuro per vigili e Comune sarà complicato negare deroghe e concessioni speciali. Per il mondo gay invece la storia della coppia che vince sul blocco totale del traffico suona come una mini vittoria: una specie di ufficializzazione delle unioni omosessuali fuori dalle mura della chiesa valdese. Dovendo fare i pignoli, il matrimonio risulta perfettamente legale in Canada ma non in Italia e quindi i due innamorati non risultano nemmeno sposati"

Il vicepresidente del Consiglio Comunale Riccardo De Corato tuona contro l'accaduto:

"Vorremmo sapere dove sono finiti i cattolici del Pd che dopo aver ingoiato il rospo del registro delle coppie di fatto, oggi assistono, taciturni, al riconoscimento di deroghe alle domeniche a piedi, per matrimoni gay, unioni contrarie ai principi cattolici e costituzionali, con tanto di timbro della vigilanza urbana, di cui è assessore delegato, il cattolico ex assistente sociale della Caritas Marco Granelli"

E, come chiusura dell'articolo, dopo aver parlato di quanto il loro matrimonio non abbia nessun valore da noi, una dovuta specifica:

"Ma anche se la coppia fosse stata composta da un uomo e una donna, in ogni caso di cerimonia non si trattava"

Secondo voi avrebbe avuto lo stesso 'eco mediatico' se si fosse trattato di una coppia di sposi eterosessuali?

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