Lesbiche ex amanti in guerra per l'eredità Ibm

Renato Zero qualche anno fa ha adottato un trentenne, ma essendo il Re dei Sorcini dichiaratamente eterosessuale il suo esempio non fa testo. Parliamo invece di un'altra adozione coi fiocchi, quella che negli Usa ha unito una donna, Olive Watson, discendente del fondatore dell’Ibm Thomas J. Watson, e la sua storica compagna, Patricia Prado, dopo 14 anni di rapporto. Nel Main infatti è adottare il proprio compagno e la propria compagna, benché adulto o adulta, l'unico escamotage per colmare il vuoto legislativo (simile a quello italiano) in materia di tutela delle coppie omosessuali.

Che succede poi? Che le due donne si lasciano e la "figlia" adottata (in realtà è di un anno più grande della madre) reclama una fetta dell'eredità dell'Ibm, che secondo il testamento della madre di Olive Watson spetta ai nipoti, quindi anche alla nipote adottiva.

Se da parte loro i legali della Watson cercano un cavillo per diseredare la scomoda erede e dichiarare la sua azione fraudolenta, dall'altra parte tutte le associazioni glbtq Usa (e non solo) e i giuristi tengono gli occhi aperti sul caso: la sua risoluzione infatti costituirà un precedente importante in materia di divorzi e questioni finanziarie per coppie gay e lesbiche.

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