Sergio Lo Giudice, oggi sull'Unità parla del Rapporto Lunacek

Si voterà oggi al Parlamento Europeo, la Roadmap europea contro l’omofobia e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere

In uno scritto pubblicato sulle pagine dell’Unità di questa mattina, Sergio Lo Giudice, Senatore Pd invita a tenere alta l’attenzione sulle tematiche LGBTI in Europa.

Oggi, martedì 4 febbraio, il Parlamento Europeo sarà chiamato al voto riguardo la “Relazione sulla tabella di marcia dell’UE contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere”, documento considerato la roadmap europea e noto come Rapporto Lunacek, dal nome dell’eurodeputata austriaca dei Verdi, Ulrike Lunacek, relatrice del provvedimento.

La relazione, come riporta lo stesso Lo Giudice, sembrerebbe destinata all'approvazione visto che è già passata con 40 voti a favore, 2 contrari e 6 astensioni dalla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.

Quello che denuncia Lo Giudice è la pressione, rivelata in occasione dal rapporto Estrela (anche qui dal nome della relatrice Edite Estrella, prendeva in considerazione diritti sessuali e riproduttivi, è stata bocciato, anche dai rappresentati PD) esercita sugli eurodeputati da una massiccia campagna per limitare l’estensione dei diritti civili in UE - in quest'ambito si era pronunciata l'onorevole Sonia Alfano - .

Se in Italia manca, dunque, ancora una legge contro le discriminazioni e l’omofobia, nel macro la situazione non è delle migliori e il Rapporto Lunacek andrebbe a far luce sulla mancanza di una politica europea volta a tutelare i diritti fondamentali della Comunità LGBTI.

Come riposta Lo Giudice, per

una carenza nell’azione sia della Commissione europea sia degli Stati membri. Nel maggio del 2013 undici Ministri per le Pari Opportunità, fra cui quella italiana, avevano invitato la Commissione a definire una politica globale dell’UE, ma ad oggi senza riscontro.

Lo Giudice pone il problema in aperta antitesi con direttive come il Trattato Europeo e la Carta di Nizza.

Si propongono, nella road map, una fitta tabella di marcia, un coordinamento fra gli Stati membri, così come l’attenzione a orientamento sessuale e identità di genere da parte delle diverse agenzie europee per i diritti, e la approvazione della direttiva UE contro le discriminazioni. Si punti l'attenzione al tema delle donne lesbiche, oggetto di discriminazioni multiple, così come si riconducano alle politiche di genere le persone transgender e intersessuali.

Non mancano i riferimenti all’educazione scolastica, importante punto di riferimento per la formazione delle nuove generazioni:

Si invita la Commissione a promuovere buone pratiche antidiscriminatorie sul lavoro, a scuola, nella sanità e ad agire insieme all’OMS per depatologizzare i disturbi dell’identità di genere. Come già il rapporto Estrela, anche questa proposta chiede agli Stati di eliminare dalle leggi sulla riattribuzione anagrafica del sesso l’obbligatorietà della mutilazione genitale. Si chiedono norme che contrastino omofobia e transfobia, riconoscano il diritto d’asilo a chi è perseguitato nel proprio paese, garantiscano la libera circolazione in Europea delle persone LGBTI e delle loro famiglie e il riconoscimento reciproco delle unioni registrate secondo le leggi dei vari Stati.

Non si tratta di nuove richieste o di novità, sono tutte azioni che le istituzioni europee conoscono bene, conclude Lo Giudice. Chiedendosi se il PD sarà in grado di dimostrarsi compatto e sostenere questa misura di civiltà.

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