Russia, l'omofobia diventa censura: cancellati i profili della chat gay Hunters

La chat Hunters censurata dal governo russo: ecco cosa è successo esattamente

In Russia l'omofobia sta raggiungendo livelli assurdi, con Putin che continua a dichiararsi tutt'altro che intenzionato a eliminare la minaccia omosessuale dal suo stato ma soltanto deciso nel combattere qualsiasi propaganda e abuso ai danni dei bambini. Niente di più falso, se considerate quanto è successo alla giornalista che ha fondato Children 404 e quanto accaduto recentemente alla chat Hunters.

Il CEO della compagnia ha spiegato che la sua applicazione è stata bersagliata da un probabile attacco hacker dietro al quale si nascondono, però, i funzionari governativi; tutto sarebbe successo il primo febbraio e il fatto che dietro possa esserci il governo russo dipende da un messaggio che è stato inviato a tutti i russi iscritti al servizio:

"Sarete arrestati e incarcerati per propaganda gay a Sochi secondo la legge federale russa numero 135, sesta sezione".

E se pensate che sia finita qui, vi sbagliate di grosso: il giorno dopo tutti gli utenti che vivono a Sochi hanno ricevuto un altro messaggio che li informava che sarebbero stati impediti nell'uso del servizio per i successivi 55mila minuti (vale a dire 38 giorni); l'applicazione, in effetti, risulta tutt'ora inaccessibile in quest'area, dopo la cancellazione, pensate, di ben 72mila profili.

Sconvolto, il CEO nonché fondatore di Hunters:

"Pare che il governo russo abbia deciso di prendere il totale controllo di Internet e di mettere a punto pratiche simili alla Turchia dove Grindr è stato vietato per circa un anno e mezzo. [...] Ben presto altre risorse per gli incontri gay in Russia si troveranno ad affrontare problemi simili [...] La nostra squadra è riuscita a recuperare circa il 24% dei profili dopo dodici lunghe ore di lavoro. [...] Questo attacco è alla comunità gay di tutto il mondo [perché] l'obiettivo [è quello] di bloccare eventuali interazioni fra i gay durante i Giochi invernali di Sochi, comprese quelle tra atleti e gente del posto".

Vogliamo proprio vedere con che coraggio Letta porterà il suo messaggio pro-gay in Russia: scommettete che non dirà neanche una parola?

Via | Towleroad

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