Essere lesbiche in India

Essere lesbiche in India

Nel mondo omosessuale indiano i suicidi sono un fenomeno quasi esclusivamente femminile. Per quanto ostracizzati e condannati come le lesbiche, i gay hanno un vantaggio in India: sono uomini. Quindi più liberi, di uscire, incontrare il proprio partner, andare ad abitare da soli. Per contro una lesbica, in quanto donna, ha in genere meno libertà di movimento e poca voce in capitolo sul proprio destino. Anche per chi preferisce non fare coming out, le probabilità che la famiglia accetti che viva da single sono poco più di zero. Più oppresse degli uomini, quindi, alcune donne finiscono per vedere nel suicidio l'unica via di scampo. La morte diventa salvezza, anche da matrimoni eterosessuali forzati. [...] Un uomo che rifiuta di sposarsi è uno strappo alla tradizione, ma quando è una donna a non voler marito allora il suo diventa un affronto alla tradizione. Ecco perché i genitori che scoprono di avere una figlia omosessuale spesso si precipitano a darla in sposa. Con la complicità del costume dei matrimoni combinati, le nozze diventano la maschera che salva la responsabilità della famiglia. Sono la trappola in cui celare orientamenti sessuali giudicati deviati, “contro natura”.

È, questo, uno dei passaggi del libro Sari in cammino di Valeria Fraschetti (Castelvecchi editore). A parlare è Anjali Gopalan che da vent'anni lotta per l'affermazione dei diritti omosessuali in India. Il libro della Fraschetti non è un testo sull'omosessualità, ma sulle donne in India. All'interno di questo contesto c'è un denso capitolo dedicato alle donne lesbiche. Attraverso i racconti di varie donne, si porta alla luce una situazione difficile che rende impossibile vivere apertamente la propria omosessualità per molte donne indiane.

Sebbene l'omosessualità in India sia stata depenalizzata dal 2009, lo stigma sociale è ancora fortissimo. E molte donne preferiscono uccidersi – magari dopo una cerimonia nuziale con la propria amata – pur di sfuggire ai complessi rituali che regolano la società indiana.

[Mia madre] non conosceva la parola “lesbica”, come del resto non la conoscevo io. Solo che lei neanche riusciva a contemplarne l'idea.

Foto | Flickr

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