Ancora a caccia del gene gay

Per l'ennesima volta - non tengo più il conto - un gruppo di scienziati americani ha avviato uno studio per scoprire le cause genetiche dell'omosessualità.

Stavolta tocca all'istituto di ricerca sulla salute a Evanston, nell'Illinois. In realtà gli stessi ricercatori escludono che esista "il gene gay", ma parlano di una pluralità di predisposizioni genetiche, sommate ad altre influenze ambientali.

Ciononostante una parte considerevole del movimento lgbt desidera ardentemente che sia scoperto un "gene gay", che spieghi e giustifichi il loro orientamento sessuale. A mio avviso, è una posizione che nasce da un senso di colpa irrisolto e spinge a cercare una causa esterna.

Sfatata la questione della scelta (nessuno "sceglie" di essere gay o lesbica, lo è e basta), mi pare inutile cercare una causa biologica precisa. Anche storicamente, la spiegazione scientifica della differenza fra bianchi e neri non è mai servita da deterrente al razzismo. Temo proprio che lo stesso succeda con gay e lesbiche, bisex e trans.

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