Gli Stati Generali della discordia

Alla fine sono stati fissati per sabato prossimo - 30 settembre, dalle 10:30 alle 18:30 al teatro Colosseo a Roma - gli "Stati Generali" del movimento glbt italiano. Un momento di riflessione e di confronto comune, nelle intenzioni degli organizzatori; ma purtroppo, alla fine, una specie di pastrocchio, specchio delle insanabili divisioni e gelosie del suddetto movimento.

Non è normale che agli "Stati Generali" manchi, se non come osservatore, la maggiore associazione glbt italiana, Arcigay con Arcilesbica, e che non sia stato possibile gestire la vicenda in modo meno caotico.

Da un lato infatti, Arcigay rimprovera il Mario Mieli - promotore dell'iniziativa - di non aver discusso insieme una proposta, limitandosi a diramare gli inviti; dall'altra parte, però, il senso di responsabilità forse avrebbe potuto spingere l'associazione di Bologna a non rifugiarsi sull'Aventino. Se davvero, come teme il segretario nazionale Aurelio Mancuso, i gruppi romani volevano avere l'ultima parola per decidere dove si celebrerà il Pride, beh allora tanto meglio andare e dire la propria.

In ogni caso, da questo botta e risposta, emerge quanta strada ancora deve fare il movimento gay, lesbico, bisessuale e transessuale italiano se vuole contare qualcosa nella vita del paese e incidere sulle scelte politiche.

In queste condizioni non si possono che prendere schiaffi in faccia, come il programma dell'Unione di Prodi.

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